A cento anni di distanza dalla formulazione della teoria quantistica dell’atomo e del cosiddetto modello planetario di Bohr-Rutherford le sorprese non sono ancora finite. Perlomeno sul versante sperimentale.
In questa tesi viene analizzato il ruolo dell’entanglement quantistico come risorsa fondamentale per la crittografia, con particolare attenzione al protocollo E91. Dopo aver introdotto i concetti di base della meccanica quantistica e delle correlazioni non locali, si mette in evidenza come la violazione delle disuguaglianze di Bell possa trasformarsi in uno strumento concreto per garantire la sicurezza delle comunicazioni. L’attenzione si concentra quindi sulla struttura del protocollo E91, mostrando come i meccanismi di correzione d’errore e di privacy amplification permettano di adattare la teoria a scenari realistici, nei quali rumore e perdite sono inevitabili. Infine, viene discusso l’aspetto sperimentale, dalla generazione e distribuzione delle coppie entangled alle prospettive di implementazione su lunga distanza, delineando il protocollo non solo come una proposta teorica elegante, ma come un punto di partenza verso lo sviluppo di reti quantistiche sicure su scala globale.
Questa tesi si inserisce nella formulazione della percezione del colore basata sulla teoria dell'informazione quantistica, nel quadro matematico introdotto da Michel Berthier e Edoardo Provenzi, che si pone in alternativa ai modelli colorimetrici classici proposti dalla CIE. In questo contesto, gli stati cromatici sono trattati come stati quantistici, contenenti l'informazione cromatica, mentre gli osservabili percettivi sono modellati come effetti nel senso delle misure positive (POVM). Questa prospettiva permette una reinterpretazione non classica dell'opposizione cromatica e fornisce le basi concettuali per definire relazioni di indeterminazione tra attributi percettivi opposti. Il contributo principale del lavoro consiste nell'analisi e nel perfezionamento delle relazioni di indeterminazione per l'opposizione cromatica introdotte da Berthier e Provenzi. Dopo aver presentato i preliminari matematici e il modello di percezione quantistica del colore, la tesi studia la dinamica post-misura e l'effetto dell'osservatore, derivando limiti di incertezza per stati cromatici successivi alla misurazione. Vengono analizzati in particolare effetti neutrali, estremali e interni, chiarendo come l'incertezza percettiva si modifichi in seguito alla misura percettiva effettuata da un osservatore e offrendo una comprensione più profonda della struttura di tipo quantistico che sottende la visione cromatica umana.
Questo articolo trae ispirazione dal modello della coscienza come campo quantistico descritto in [1] e ne estende la prospettiva da punto di vista psico-analitico. In particolare, modello di coscienza adottato è basato sull'estensione, per gli esseri viventi, della teoria di de Broglie – Bohm: il potenziale di coscienza associato a tale campo è definito come un'informazione quantistica attiva (denominato onda pilota della vita) che organizza e dirige la vita di un organismo attraverso processi di rottura della simmetria, come descritti dalla Teoria Quantistica dei Campi [2]. Inoltre, tale informazione attiva (associabile alla curvatura del campo di coscienza) si dimostra essere espressione di condensazioni dei bosoni di Nambu Goldstone derivanti dalle suddette rotture di simmetria. In particolare, il contributo di questo articolo riguarda l’idea che l’organismo vivente crei e percepisca delle corrispondenze tra delle “immagini interiori” e le dinamiche dell’onda pilota della vita (estensione del concetto di potenziale quantistico), ovvero di quella informazione quantistica attiva che organizza e dirige la sua vita. In questo caso il concetto di immagine va inteso in senso allargato. Le immagini sono viste come emozioni, sensazioni, simboli, archetipi... che a loro volta corrispondono, dal punto di vista della fisica quantistica, a condensazioni dei bosoni di Nambu Goldstone.