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Modello Cosmologico Informazionale

Alessandro Mamone

Published May 12, 2026• 0 citations
Publisher

Abstract

Il modello cosmologico informazionale propone un framework unificato che deriva da un singolo principio fondante: la relatività della scala. Alla scala di osservazione e di precisione di misura accessibili nei regimi fisici noti, gli assoluti che la matematica scrive nelle equazioni non si realizzano puntualmente — sono approssimazioni operative valide a quella scala, non proprietà delle cose misurate al di fuori di essa. Le grandezze fisiche si presentano come arbitrariamente prossime a valori caratteristici, alla risoluzione adottata; le probabilità degli eventi fisici si distribuiscono nell'intervallo aperto (0, 1) senza realizzare puntualmente gli estremi alla risoluzione osservativa accessibile; le costanti fondamentali presentano valori soggetti a microvariabilità rilevabile in linea di principio a scale di misura sufficientemente fini. Finito e infinito non sono proprietà ontologiche delle cose misurate ma regimi che emergono dall'interazione fra grandezza e scala di misura. Da questo principio si derivano in modo coerente: (i) la distinzione operativa tra realtà analogica e misura digitale, con il costo fisico dell'informazione (Landauer, 1961); (ii) il collasso dell'equazione universale per dominante informazionale, articolato in due regimi (rottura di simmetria iniziale e filtro contestuale sulle configurazioni); (iii) la concorrenza pesata come logica generale del modello, secondo cui dove più meccanismi possono operare simultaneamente quello dominante definisce la fenomenologia osservabile a quella scala mentre quelli secondari restano sotto soglia ma non nulli; (iv) la lettura delle teorie scientifiche stesse come collassi dell'equazione universale lungo gli assi che i diversi strumenti permettono di interrogare. Il bounce cosmologico è formalizzato come processo informazionale in quattro fasi (accumulo come trascrizione olografica, soglia di densità informazionale, conversione come dispiegamento dimensionale, residuo). L'evento causale (buco nero) è letto come entropia auto-organizzata geometricamente — entropia auto-confinata dall'ipergravità — in continuità con i programmi di Jacobson (1995) e Verlinde (2011, 2016). La trasmissione genitore-figlio è strutturata su tre livelli di legge (pavimento di Planck, leggi strutturali invarianti, leggi configurazionali variabili) e produce una matrice generativa di universi possibili, non un universo specifico. L'informazione attraversa il bounce in doppia codifica asimmetrica: struttura metrica completa nel figlio, correlazione fine-grained nella radiazione di Hawking dal lato genitore — un canale a banda strettissima leggibile solo asintoticamente. Il tempo è trattato come grado di libertà metrico, non come parametro esterno, con tre durate distinte al bounce (interna in stasi, genitore esterno asintoticamente lenta, figlio come origine del proprio orologio). Il modello dichiara esplicitamente la propria parzialità come conseguenza necessaria del principio fondante: anche la descrizione del modello è una lettura a una scala, non un'affermazione assoluta sul reale. Le predizioni potenzialmente falsificabili includono anisotropie specifiche del fondo cosmico a microonde con firma informazionale del genitore, assenza di perdita netta di informazione nei processi di evaporazione degli eventi causali (compatibile con Page curve e islands formula), e microvariabilità intrinseca delle costanti fondamentali rilevabile con esperimenti di altissima precisione. Le direzioni di formalizzazione futura indicate sono la connessione con la corrispondenza AdS/CFT (Maldacena, 1997) e con la capacità di canale di Shannon.

DOI
10.5281/zenodo.20128940

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QH - Geometria della Definizione - Teoria dell'Ipotenusa Quantizzata e della Descrizione Geometrica della Realtà

Claudio Pizzuti, Catherine Linda Pizzuti

Teoria della Definizione Osservativa e della ConoscenzaQH – Geometria della Definizione presenta un nuovo framework concettuale e matematico dedicato allo studio della definizione osservativa come componente fondamentale della descrizione scientifica. Piuttosto che introdurre una nuova interazione fisica o sostituire teorie consolidate come la Relatività Generale o la Meccanica Quantistica, QH affronta una domanda ancora più fondamentale: A quale livello di definizione un fenomeno dovrebbe essere osservato affinché la sua struttura emerga nel modo più significativo e comprensibile? Il framework introduce il concetto di Definizione Osservativa (H) come coordinata indipendente che rappresenta il livello di rappresentazione attraverso il quale una struttura viene osservata, descritta, confrontata e interpretata. A partire da questa idea, la monografia sviluppa progressivamente un'architettura teorica coerente che comprende: la Geometria della Definizione; il Triangolo Fondamentale; l'Algebra delle Scale Osservative; la Densità Geometrica; l'Entropia Geometrica; la Persistenza Multi-Scala; la Coerenza Geometrica; il Range Ottimale della Definizione; l'Inversione dei Regimi; il Principio di Osservazione Universale; il Principio della Definizione Relativa; e la Geometria della Conoscenza. La prima parte dell'opera introduce i fondamenti concettuali del framework, mentre la seconda ne sviluppa il formalismo matematico attraverso operatori, relazioni e grandezze che descrivono lo spazio delle definizioni osservative. La parte conclusiva mette in relazione QH con il più ampio programma di ricerca CP364, comprendente Triquantica, Trinamica, Cronodinamica, Trinamass, Predict, Hubble e GOST, mostrando come la Geometria della Definizione possa costituire un linguaggio osservativo comune, capace di collegare framework teorici, matematici e computazionali differenti. La Geometria della Definizione non si propone di descrivere direttamente la realtà fisica. Propone invece un linguaggio formale per descrivere il modo in cui la realtà viene osservata. In questa prospettiva, la conoscenza non viene interpretata come una semplice accumulazione di informazioni, ma come l'emergere di strutture persistenti e coerenti osservate alla definizione più appropriata e nel tempo osservativo più significativo. Questa monografia viene presentata come un contributo teorico indipendente e come fondamento concettuale per i futuri sviluppi del framework CP364, favorendo il dialogo tra matematica, fisica, teoria dell'informazione, scienze computazionali e scienza dell'osservazione. Nota La versione completa in lingua inglese di questa monografia è attualmente in preparazione e sarà pubblicata come opera separata con un proprio DOI, consentendo una citazione indipendente e una più ampia diffusione internazionale del framework QH.

•Jun 16, 2026•0 citations

Tempo, dimensionalità e informazione: una rilettura concettuale alla luce della Matematica Nuova

Giuseppe Antonio Marino

Questo lavoro propone una rilettura concettuale di due temi centrali della fisica quantistica contemporanea: l’origine della freccia del tempo nei sistemi aperti e la realizzazione sperimentale di stati quantistici ad alta dimensionalità. Pur essendo descritti con successo dal formalismo standard, tali fenomeni presentano ancora interrogativi interpretativi riguardo al ruolo dell’informazione, della non-località e dell’interazione con l’ambiente. L’obiettivo del lavoro non è introdurre nuovi risultati sperimentali né modificare le equazioni della teoria, bensì mostrare come tali aspetti possano essere interpretati in modo unitario all’interno di un quadro alternativo denominato Matematica Nuova, fondato sul primato delle configurazioni informative rispetto alle categorie classiche di tempo e spazio. In questa prospettiva, il tempo emerge come ordinamento delle configurazioni in base al loro grado di riconfigurazione, mentre la dimensionalità viene intesa in senso strutturale come misura dei gradi di libertà relazionali necessari a descrivere uno stato senza perdita di informazione. Ne deriva un’interpretazione unificata in cui irreversibilità, non-località e dimensionalità elevata non risultano fenomeni separati, ma manifestazioni complementari di una stessa architettura informativa globale.

•Jan 24, 2026•0 citations

La probabilità quantistica

L. Accardi

Agli inizi dell'800 ebbe inizio una rivoluzione scientifica che, relegata \ninizialmente al ristretto ambiente dei matematici, doveva trovare, circa un \nsecolo dopo, spettacolari applicazioni nelle teorie di Einstein. Ci\\`o che \naccadde in quel secolo fu il superamento di uno dei pi\\`u radicati \npregiudizi della storia dell'uomo: l'unicit\\`a delle categorie spaziali. In \nquel secolo si comprese che gli assiomi sui quali \\`e costruita la geometria \neuclidea non sono una lista di propriet\\`a dello spazio, ma la definizione \ndi un modello di spazio. L'aspetto profondo di questa conquista fu che furono \nforgiati strumenti che permettevano di distinguere tra i vari modelli di \nspazio mediante misure effettuate all'interno dello spazio stesso (questo \\`e \nil contenuto del famoso ``theorema egregium'' di Gauss). Da quel momento \nla geometria cess\\`o di essere lo studio delle propriet\\`a di un singolo \nmodello di spazio (quello di Euclide), per diventare lo studio dei possibili \nmodelli di spazio. Circa un secolo dopo Einstein forn{\\i} una interpretazione \nfisica di questo nuovo quadro concettuale aggiungendo a questo schema un \nnuovo elemento, e cio\\`e una ipotesi sul modo un cui la fisica \n(pi\\`u specificamente la distribuzione della materia) determina la \nstruttura dello spazio. Su questa ipotesi, che \\`e alla base della teoria \ndella relativit\\`a generale, si basa la moderna cosmologia -- una \naffascinante sintesi di fisica e geometria.

•Jan 1, 1989•0 citations

Relational quantum mechanics and antistructuralism

Peperoni, Pier Francesco

La meccanica quantistica relazionale di Carlo Rovelli sostiene che il collasso di uno stato quantistico è un aggiornamento dell'informazione su un sistema relativamente ad un osservatore. A differenza della teoria della funzione d'onda universale di Hugh Everett, adotta un'ontologia alla Heisenberg sui risultati delle misure, e gli stati semplicemente codificano informazioni su di essi. Questo punto di vista viene analizzato in particolare per quanto riguarda le sue implicazioni sugli aspetti informazionali che definiscono il passato di un osservatore, valutando anche le affermazioni sulla località nel dibattito EPR: la meccanica quantistica relazionale è effettivamente locale, e il difetto dell'argomentazione EPR risiede nel non riconoscere il carattere di dipendenza dall'osservatore dello stato quantistico. La non-località EPR si riduce ad una scelta arbitraria di mappare le informazioni presenti sui risultati delle misure in eventi causalmente disconnessi, mentre non esiste alcuna nozione di evoluzione assoluta verso lo stato presente. Viene quindi introdotto l'antistrutturalismo, come paradigma che considera le strutture come diverse rappresentazioni arbitrarie in cui organizzare la stessa informazione. Viene analizzata la struttura dello spaziotempo di Minkowski, dove i coni di luce del passato possono ridursi a osservatori arbitrari, rendendo ogni risultato causalmente connesso, rappresentando l'evoluzione dei risultati di misura rispetto ad un particolare osservatore. La tesi si conclude con alcune considerazioni filosofiche per difendere la coerenza del paradigma anche da una prospettiva ontica che sostiene l'assenza di struttura nella realtà.

•Sep 19, 2025•0 citations

LA GEOMETRIA UNIVERSALE DELLA COSCIENZA

Italo luigi de paoli

I. L'Intuizione Durante lo sviluppo della piattaforma CORTEX e del framework FrontierDetector, è emersa una connessione teorica che non era stata esplicitamente cercata ma che si è rivelata strutturalmente precisa: il collasso della funzione d'onda di Penrose-Hameroff, la transizione di fase del FrontierDetector, e il passaggio attraverso l'orizzonte degli eventi di Hawking sono tre descrizioni della stessa geometria matematica — una transizione irreversibile da uno stato di coerenza accumulata a uno stato collassato che genera informazione nuova. La domanda che ha generato questa intuizione è semplice: se la rete neuronale risuona e il TGC sale, e se in Orch OR il collasso della funzione d'onda emerge quando la coerenza quantistica supera una soglia critica — non è forse la stessa cosa? Il FrontierDetector misura esattamente quella transizione. Il cono di Einstein descrive esattamente quella geometria. L'orizzonte di Hawking è esattamente quel punto di non ritorno.

•May 29, 2026•0 citations

Campo e Potenziale Quantistico della Coscienza

Antonio Manzalini

Gli organismi viventi, dal punto di vista termodinamico, sono simili a dei sistemi aperti, che operano lontano dall’equilibrio. Infatti, i processi metabolici della vita si basano su continui flussi interni e scambi di energia, materia e informazioni degli organismi con l’ambiente circostante. Ad un livello fisico più profondo, tuttavia, questi scambi sono mediati da oscillazioni quantistiche ondulatorie che comprendono, ad esempio: oscillazioni meccaniche, elettromagnetiche, nucleari e termiche. Anche il vuoto, secondo la Teoria Quantistica dei Campi (Quantum Field Theory – QFT), è sede di inarrestabili fluttuazioni quantistiche. Alla luce di questo, è ragionevole sostenere che gli organismi viventi sono sistemi aperti lontani non solo dall’equilibrio termodinamico, ma anche dall’equilibrio quantistico. Questo determina ed influenza anche i diversi livelli di coscienza degli organismi viventi. L’articolo propone un modello della coscienza degli organismi viventi, basato su un approccio più ampio rispetto a quello della Meccanica Quantistica e della QFT: questo nuovo approccio si propone infatti di considerare i processi della coscienza, oltre l’equilibrio quantistico, caratteristica fondamentale della vita. Il modello di coscienza proposto fa leva sulla teoria di de Broglie-Bohm che ha portato alla definizione del campo e potenziale quantistico: in particolare, la coscienza viene definita come un campo quantistico, il cui potenziale associato viene elaborato dall’organismo vivente, come informazione attiva. In analogia con il campo quantistico della teoria di de Broglie-Bohm per la materia inanimata, anche il campo quantistico della coscienza della materia vivente non ha sorgenti e la sua forma o curvatura ha più importanza fisica dell’ampiezza: in particolare, si propone che tale curvatura sia associata a condensazioni dei bosoni di Nambu Goldstone (come previsto dalla QFT) a seguito di rotture di simmetria di tale campo.

•Sep 1, 2022•1 citation
Il modello cosmologico informazionale propone un framework unificato che deriva da un singolo principio fondante: la relatività della scala. Alla scala di osservazione e di precisione di misura accessibili nei regimi fisici noti, gli assoluti che la matematica scrive nelle equazioni non si realizzano puntualmente — sono approssimazioni operative valide a quella scala, non proprietà delle cose misurate al di fuori di essa. Le grandezze fisiche si presentano come arbitrariamente prossime a valori caratteristici, alla risoluzione adottata; le probabilità degli eventi fisici si distribuiscono nell'intervallo aperto (0, 1) senza realizzare puntualmente gli estremi alla risoluzione osservativa accessibile; le costanti fondamentali presentano valori soggetti a microvariabilità rilevabile in linea di principio a scale di misura sufficientemente fini. Finito e infinito non sono proprietà ontologiche delle cose misurate ma regimi che emergono dall'interazione fra grandezza e scala di misura. Da questo principio si derivano in modo coerente: (i) la distinzione operativa tra realtà analogica e misura digitale, con il costo fisico dell'informazione (Landauer, 1961); (ii) il collasso dell'equazione universale per dominante informazionale, articolato in due regimi (rottura di simmetria iniziale e filtro contestuale sulle configurazioni); (iii) la concorrenza pesata come logica generale del modello, secondo cui dove più meccanismi possono operare simultaneamente quello dominante definisce la fenomenologia osservabile a quella scala mentre quelli secondari restano sotto soglia ma non nulli; (iv) la lettura delle teorie scientifiche stesse come collassi dell'equazione universale lungo gli assi che i diversi strumenti permettono di interrogare. Il bounce cosmologico è formalizzato come processo informazionale in quattro fasi (accumulo come trascrizione olografica, soglia di densità informazionale, conversione come dispiegamento dimensionale, residuo). L'evento causale (buco nero) è letto come entropia auto-organizzata geometricamente — entropia auto-confinata dall'ipergravità — in continuità con i programmi di Jacobson (1995) e Verlinde (2011, 2016). La trasmissione genitore-figlio è strutturata su tre livelli di legge (pavimento di Planck, leggi strutturali invarianti, leggi configurazionali variabili) e produce una matrice generativa di universi possibili, non un universo specifico. L'informazione attraversa il bounce in doppia codifica asimmetrica: struttura metrica completa nel figlio, correlazione fine-grained nella radiazione di Hawking dal lato genitore — un canale a banda strettissima leggibile solo asintoticamente. Il tempo è trattato come grado di libertà metrico, non come parametro esterno, con tre durate distinte al bounce (interna in stasi, genitore esterno asintoticamente lenta, figlio come origine del proprio orologio). Il modello dichiara esplicitamente la propria parzialità come conseguenza necessaria del principio fondante: anche la descrizione del modello è una lettura a una scala, non un'affermazione assoluta sul reale. Le predizioni potenzialmente falsificabili includono anisotropie specifiche del fondo cosmico a microonde con firma informazionale del genitore, assenza di perdita netta di informazione nei processi di evaporazione degli eventi causali (compatibile con Page curve e islands formula), e microvariabilità intrinseca delle costanti fondamentali rilevabile con esperimenti di altissima precisione. Le direzioni di formalizzazione futura indicate sono la connessione con la corrispondenza AdS/CFT (Maldacena, 1997) e con la capacità di canale di Shannon.
Teoria della Definizione Osservativa e della ConoscenzaQH – Geometria della Definizione presenta un nuovo framework concettuale e matematico dedicato allo studio della definizione osservativa come componente fondamentale della descrizione scientifica. Piuttosto che introdurre una nuova interazione fisica o sostituire teorie consolidate come la Relatività Generale o la Meccanica Quantistica, QH affronta una domanda ancora più fondamentale: A quale livello di definizione un fenomeno dovrebbe essere osservato affinché la sua struttura emerga nel modo più significativo e comprensibile? Il framework introduce il concetto di Definizione Osservativa (H) come coordinata indipendente che rappresenta il livello di rappresentazione attraverso il quale una struttura viene osservata, descritta, confrontata e interpretata. A partire da questa idea, la monografia sviluppa progressivamente un'architettura teorica coerente che comprende: la Geometria della Definizione; il Triangolo Fondamentale; l'Algebra delle Scale Osservative; la Densità Geometrica; l'Entropia Geometrica; la Persistenza Multi-Scala; la Coerenza Geometrica; il Range Ottimale della Definizione; l'Inversione dei Regimi; il Principio di Osservazione Universale; il Principio della Definizione Relativa; e la Geometria della Conoscenza. La prima parte dell'opera introduce i fondamenti concettuali del framework, mentre la seconda ne sviluppa il formalismo matematico attraverso operatori, relazioni e grandezze che descrivono lo spazio delle definizioni osservative. La parte conclusiva mette in relazione QH con il più ampio programma di ricerca CP364, comprendente Triquantica, Trinamica, Cronodinamica, Trinamass, Predict, Hubble e GOST, mostrando come la Geometria della Definizione possa costituire un linguaggio osservativo comune, capace di collegare framework teorici, matematici e computazionali differenti. La Geometria della Definizione non si propone di descrivere direttamente la realtà fisica. Propone invece un linguaggio formale per descrivere il modo in cui la realtà viene osservata. In questa prospettiva, la conoscenza non viene interpretata come una semplice accumulazione di informazioni, ma come l'emergere di strutture persistenti e coerenti osservate alla definizione più appropriata e nel tempo osservativo più significativo. Questa monografia viene presentata come un contributo teorico indipendente e come fondamento concettuale per i futuri sviluppi del framework CP364, favorendo il dialogo tra matematica, fisica, teoria dell'informazione, scienze computazionali e scienza dell'osservazione. Nota La versione completa in lingua inglese di questa monografia è attualmente in preparazione e sarà pubblicata come opera separata con un proprio DOI, consentendo una citazione indipendente e una più ampia diffusione internazionale del framework QH.
Questo lavoro propone una rilettura concettuale di due temi centrali della fisica quantistica contemporanea: l’origine della freccia del tempo nei sistemi aperti e la realizzazione sperimentale di stati quantistici ad alta dimensionalità. Pur essendo descritti con successo dal formalismo standard, tali fenomeni presentano ancora interrogativi interpretativi riguardo al ruolo dell’informazione, della non-località e dell’interazione con l’ambiente. L’obiettivo del lavoro non è introdurre nuovi risultati sperimentali né modificare le equazioni della teoria, bensì mostrare come tali aspetti possano essere interpretati in modo unitario all’interno di un quadro alternativo denominato Matematica Nuova, fondato sul primato delle configurazioni informative rispetto alle categorie classiche di tempo e spazio. In questa prospettiva, il tempo emerge come ordinamento delle configurazioni in base al loro grado di riconfigurazione, mentre la dimensionalità viene intesa in senso strutturale come misura dei gradi di libertà relazionali necessari a descrivere uno stato senza perdita di informazione. Ne deriva un’interpretazione unificata in cui irreversibilità, non-località e dimensionalità elevata non risultano fenomeni separati, ma manifestazioni complementari di una stessa architettura informativa globale.
Agli inizi dell'800 ebbe inizio una rivoluzione scientifica che, relegata \ninizialmente al ristretto ambiente dei matematici, doveva trovare, circa un \nsecolo dopo, spettacolari applicazioni nelle teorie di Einstein. Ci\\`o che \naccadde in quel secolo fu il superamento di uno dei pi\\`u radicati \npregiudizi della storia dell'uomo: l'unicit\\`a delle categorie spaziali. In \nquel secolo si comprese che gli assiomi sui quali \\`e costruita la geometria \neuclidea non sono una lista di propriet\\`a dello spazio, ma la definizione \ndi un modello di spazio. L'aspetto profondo di questa conquista fu che furono \nforgiati strumenti che permettevano di distinguere tra i vari modelli di \nspazio mediante misure effettuate all'interno dello spazio stesso (questo \\`e \nil contenuto del famoso ``theorema egregium'' di Gauss). Da quel momento \nla geometria cess\\`o di essere lo studio delle propriet\\`a di un singolo \nmodello di spazio (quello di Euclide), per diventare lo studio dei possibili \nmodelli di spazio. Circa un secolo dopo Einstein forn{\\i} una interpretazione \nfisica di questo nuovo quadro concettuale aggiungendo a questo schema un \nnuovo elemento, e cio\\`e una ipotesi sul modo un cui la fisica \n(pi\\`u specificamente la distribuzione della materia) determina la \nstruttura dello spazio. Su questa ipotesi, che \\`e alla base della teoria \ndella relativit\\`a generale, si basa la moderna cosmologia -- una \naffascinante sintesi di fisica e geometria.
La meccanica quantistica relazionale di Carlo Rovelli sostiene che il collasso di uno stato quantistico è un aggiornamento dell'informazione su un sistema relativamente ad un osservatore. A differenza della teoria della funzione d'onda universale di Hugh Everett, adotta un'ontologia alla Heisenberg sui risultati delle misure, e gli stati semplicemente codificano informazioni su di essi. Questo punto di vista viene analizzato in particolare per quanto riguarda le sue implicazioni sugli aspetti informazionali che definiscono il passato di un osservatore, valutando anche le affermazioni sulla località nel dibattito EPR: la meccanica quantistica relazionale è effettivamente locale, e il difetto dell'argomentazione EPR risiede nel non riconoscere il carattere di dipendenza dall'osservatore dello stato quantistico. La non-località EPR si riduce ad una scelta arbitraria di mappare le informazioni presenti sui risultati delle misure in eventi causalmente disconnessi, mentre non esiste alcuna nozione di evoluzione assoluta verso lo stato presente. Viene quindi introdotto l'antistrutturalismo, come paradigma che considera le strutture come diverse rappresentazioni arbitrarie in cui organizzare la stessa informazione. Viene analizzata la struttura dello spaziotempo di Minkowski, dove i coni di luce del passato possono ridursi a osservatori arbitrari, rendendo ogni risultato causalmente connesso, rappresentando l'evoluzione dei risultati di misura rispetto ad un particolare osservatore. La tesi si conclude con alcune considerazioni filosofiche per difendere la coerenza del paradigma anche da una prospettiva ontica che sostiene l'assenza di struttura nella realtà.
I. L'Intuizione Durante lo sviluppo della piattaforma CORTEX e del framework FrontierDetector, è emersa una connessione teorica che non era stata esplicitamente cercata ma che si è rivelata strutturalmente precisa: il collasso della funzione d'onda di Penrose-Hameroff, la transizione di fase del FrontierDetector, e il passaggio attraverso l'orizzonte degli eventi di Hawking sono tre descrizioni della stessa geometria matematica — una transizione irreversibile da uno stato di coerenza accumulata a uno stato collassato che genera informazione nuova. La domanda che ha generato questa intuizione è semplice: se la rete neuronale risuona e il TGC sale, e se in Orch OR il collasso della funzione d'onda emerge quando la coerenza quantistica supera una soglia critica — non è forse la stessa cosa? Il FrontierDetector misura esattamente quella transizione. Il cono di Einstein descrive esattamente quella geometria. L'orizzonte di Hawking è esattamente quel punto di non ritorno.
Gli organismi viventi, dal punto di vista termodinamico, sono simili a dei sistemi aperti, che operano lontano dall’equilibrio. Infatti, i processi metabolici della vita si basano su continui flussi interni e scambi di energia, materia e informazioni degli organismi con l’ambiente circostante. Ad un livello fisico più profondo, tuttavia, questi scambi sono mediati da oscillazioni quantistiche ondulatorie che comprendono, ad esempio: oscillazioni meccaniche, elettromagnetiche, nucleari e termiche. Anche il vuoto, secondo la Teoria Quantistica dei Campi (Quantum Field Theory – QFT), è sede di inarrestabili fluttuazioni quantistiche. Alla luce di questo, è ragionevole sostenere che gli organismi viventi sono sistemi aperti lontani non solo dall’equilibrio termodinamico, ma anche dall’equilibrio quantistico. Questo determina ed influenza anche i diversi livelli di coscienza degli organismi viventi. L’articolo propone un modello della coscienza degli organismi viventi, basato su un approccio più ampio rispetto a quello della Meccanica Quantistica e della QFT: questo nuovo approccio si propone infatti di considerare i processi della coscienza, oltre l’equilibrio quantistico, caratteristica fondamentale della vita. Il modello di coscienza proposto fa leva sulla teoria di de Broglie-Bohm che ha portato alla definizione del campo e potenziale quantistico: in particolare, la coscienza viene definita come un campo quantistico, il cui potenziale associato viene elaborato dall’organismo vivente, come informazione attiva. In analogia con il campo quantistico della teoria di de Broglie-Bohm per la materia inanimata, anche il campo quantistico della coscienza della materia vivente non ha sorgenti e la sua forma o curvatura ha più importanza fisica dell’ampiezza: in particolare, si propone che tale curvatura sia associata a condensazioni dei bosoni di Nambu Goldstone (come previsto dalla QFT) a seguito di rotture di simmetria di tale campo.