Challenges
Datasets
Workspaces
Papers
Discussions
Leaderboard
Log inSign up
Challenges
Datasets
Workspaces
Papers
Discussions
Leaderboard
Blog
Job Board
Q3AS

© 2026 Aqora Quantum S.A.S.

TermsPrivacyLegal Notice

Il Regime di Transizione (RT) riconoscimento sperimentale di dinamiche processuali negli eventi

Claudio Pizzuti, Catherine Linda Pizzuti

Published Jan 24, 2026• 0 citations
Publisher

Abstract

Questo dossier introduce e formalizza il concetto di Regime di Transizione (RT) come criterio operativo per identificare il dominio in cui la dinamica di un evento non è più descrivibile in modo completo tramite stati istantanei, ma richiede una lettura processuale, basata su proprietà temporali osservabili. Nel quadro proposto, la Relatività Generale fornisce una descrizione geometrica degli eventi nello spaziotempo, mentre la Trinamica CP364 estende l’analisi introducendo la possibilità di trattare gli eventi come processi temporali strutturati, dove la sequenza, la memoria e l’evoluzione acquisiscono significato sperimentale. Il dossier stabilisce una definizione formale del Regime di Transizione e ne descrive i criteri di osservabilità su dataset reali, introducendo strumenti di riconoscimento concettuale come indicatori binari e scalari, finestre temporali operative e vincoli di stabilità. Il focus non è l’interpretazione causale dei fenomeni, ma la costruzione di un criterio metodologico robusto, trasferibile e utilizzabile in diversi domini sperimentali, con attenzione ai limiti e alle condizioni di validità. Il Regime di Transizione viene presentato come territorio concettuale “di confine” tra descrizioni statiche e dinamiche osservabili: una struttura non riducibile a formalismi standard, capace di colmare un vuoto metodologico nella trattazione sperimentale dei fenomeni complessi. Questo documento è pensato per essere immediatamente citabile come prior art concettuale e come base metodologica per applicazioni successive.

DOI
10.5281/zenodo.18354716

Related papers

Elettronica integrata per la comunicazione quantistica

Enrico Ballarin

Questo progetto intende fornire una soluzione di natura elettronica al problema dell'individuazione di due eventi che si manifestano in istanti temporali molto ravvicinati tra loro. Piu precisamente, parliamo di segnali elettrici con determinate caratteristiche di intensita e durata, provenienti, dopo la necessaria conversione, da un sistema di tipo quantistico. Il lavoro svolto e la continuazione e l'ampliamento di quanto precedentemente realizzato dai colleghi Marco Pezzini e Andrea Merlin nell'ambito della loro tesi di laurea; l'ambiente in cui e stato sviluppato e il Laboratorio Luxor dell'Universita di Padova, all'interno del quale e stato possibile accedere a tutta la strumentazione necessaria per i test sperimentali. In questo elaborato si vuole dare una visione il piu possibile ad ampio raggio dell'argomento di interesse. Introdurremo i concetti di meccanica quantistica, fondamentali per comprendere il contesto in si opera, e quindi passeremo a descrivere il fenomeno sico, l'entanglement, di cui ci proponiamo di realizzare uno strumento di misura. Dalla dimensione ottica, nota la procedura di conversione dei fotoni in segnali elettrici, sposteremo la nostra attenzione alle metodologie che permettono la rivelazione di intervalli temporali molto brevi e, dopo aver motivato la scelta dell'hardware adatto alle nostre esigenze e averne elencato le funzionalita, partiremo con la descrizione del progetto vero e proprio. Seguira un capitolo dedicato ai test sperimentali eseguiti per valutare qualita e punti deboli del dispositivo realizzato e, inne, verranno tratte le dovute conclusioni prospettando nuovi scenari che permettano di risolvere eventuali problemi rimasti irrisolti e migliorare le prestazioni complessive del sistema sviluppato

•Jul 12, 2011•0 citations

La logica computazionale quantistica dei sistemi aperti

Giuseppe Sergioli

SOMMARIO. Esistono fenomeni fisici come la decoerenza, il rumore, la misura effettuata nel mezzo del processo computazionale, che difficilmente possono essere interpretati attraverso il paradigma quantistico standard. In un processo computazionale, una qualsiasi interazione del sistema con l’ambiente causa un’inevitabile perdita di informazione che rende il processo stesso irreversibile. Per tener conto di situazioni di questo tipo, la computazione quantistica ha recentemente adottato un nuovo approccio che si spinge oltre a quello standard. Lo scopo di questo articolo `e quello di riassumere in maniera descrittiva (evitando di entrare in dettagli tecnici) i caratteri principali di questo nuovo approccio e analizzarne qualche possibile applicazione.

•Jan 1, 2012•0 citations

Teoria della Lasagna: la geometria come selezione di un outcome di una superposizione quantistica

Isabella Rosponi

Questo lavoro propone un quadro concettuale in cui la geometria dello spazio-tempo non è assunta come struttura fondamentale, ma emerge come risultato della selezione di un singolo outcome da una superposizione quantistica di configurazioni geometriche possibili. Si assume che, in un sistema quantistico chiuso, esista un insieme continuo di configurazioni di spazio interno accessibili, ciascuna associata a una possibile geometria effettiva. Il collasso dello stato quantistico non viene interpretato come un semplice processo informazionale, ma come un evento fisico che seleziona una configurazione geometrica concreta, producendo un volume e una conseguente modifica del tessuto spazio-temporale. In questa prospettiva, la gravità non è trattata come una forza fondamentale, ma come un effetto emergente legato alla selezione geometrica e alla variazione della struttura spazio-temporale risultante. Il formalismo proposto non intende sostituire le teorie esistenti, ma fornire un’interpretazione coerente in cui superposizione quantistica, collasso e geometria siano descritti all’interno di un unico schema concettuale. La “Teoria della Lasagna” è presentata come un punto di vista esplorativo sui fondamenti della fisica, che mette in relazione geometria, probabilità quantistica e struttura dello spazio-tempo, evidenziando limiti, invarianti concettuali e possibili direzioni di sviluppo futuro.

•Jan 2, 2026•0 citations

Comunicazione quantistica finalizzata alla realizzazione di chiavi in spazio libero

Davide Bacco

Questo lavoro di tesi e incentrato principalmente nelle tecniche avanzate di ottimizzazione per comunicazioni quantistiche, ed in generale applicazioni a regime di singolo fotone in spazio libero. Si tratta di un’attivita inserita nell’ambito di vari progetti che coinvolgono i dipartimenti di Ingegneria dell’Informazione e Astronomia dell’Universita degli Studi di Padova. Il lavoro svolto e introdotto da una sezione dedicata alla crittografia classica, seguita da una parte dedicata alla crittografia quantistica che ne illustra i concetti base e i principali protocolli. Si da inoltre particolare risalto alle tecnologie attualmente impiegate per l’implementazione di sistemi reali QKD (Quantum Key Distribution). In particolare verra descritto QuAKE: il sistema di crittografia quantistica basato su protocollo B92, le cui fasi di composizione e collaudo sono state svolte presso i laboratori LUXOR dell’Universita degli Studi di Padova. Si iniziera da una descrizione generale del sistema, in cui si espongono e analizzano le scelte progettuali per la realizzazione dell’apparato; in seguito si esporranno le soluzioni adottate per l’assemblaggio dell’ottica del trasmettitore e del ricevitore, andando a caratterizzare singolarmente tutti i componenti utilizzati nel sistema. Si illustrera in dettaglio la fase di montaggio di QuAKE, mettendo in rilievo le difficolta incontrate e le relative soluzioni adottate. Ampio risalto verra riservato ai test sperimentali effettuati. Verranno inoltre descritti con accuratezza tutti i software, proprietari e non, utilizzati, in modo da rendere questa tesi una guida utile per il setup completo del sistema. Alla fine si esporranno i risultati empirici ottenuti in laboratorio e i possibili sviluppi futuri

•Jul 12, 2011•0 citations

Transição quântico-clássica em sistemas com propensão coletiva

Milton Alexandre da Silva

Nesta tese, estudamos o comportamento de sistema quânticos cujo limite clássico pode tanto apresentar um comportamento regular como caótico. Nosso estudo se baseou na caracterização dinâmica do comportamento, caótico ou regular, destes sistemas quânticos no limite clássico através da análise da estrutura de distribuições no espaço de fases. Particularmente, aplicamos estas ferramentas ao estudo da transição quântico-clássica para uma classe de sistemas, que denominamos genericamente como sistemas com propensão coletiva, os quais possuem a importante propriedade de admitir, em um certo limite análogo ao limite termodinâmico, uma descrição de sua dinâmica em termos de um número reduzido de variáveis de natureza coletiva. Esta propriedade além de nos permitir reduzir a dinâmica de sistemas com,plicados à dinâmica de sistema com poucos graus de liberdade, também nos permite, através de um escalonamento apropriado das variáveis coletivas, estudar o limite clássico destes sistemas concomitantemente com o limite termodinâmico, evitando assim lidar diretamente com procedimentos formais usualmente associados ao limite clássico da forma h 0. Diferentemente das abordagens usuais, a abordagem que utilizamos nesta tese, baseada na propensão coletiva dos sistemas, permite a implementação de uma descrição em termos do comportamento de distribuições no espaço de fases para sistemas com espectro puramente discreto num espaço de dimensão finita.

•Mar 2, 2010•0 citations

Dalla misura ai materiali: quando l'osservazione smette di essere un problema e diventa uno strumento fisico

Andrea Violentano

ABSTRACTQuesto lavoro introduce un’estensione del modello di interazione fotone–elettrone (versione 3.0),proponendo una reinterpretazione fisica esplicita del ruolo della misura nei fenomeni diinterferenza.Il punto di partenza è il riconoscimento che la fenditura non rappresenta una regione di vuoto, mauna zona delimitata da materia, in cui gli elettroni esterni del materiale definiscono un campoelettromagnetico reale e distribuito nello spazio. È proprio questa configurazione elettronicasuperficiale — dinamica e non uniforme — a costituire il sistema con cui il campo del fotoneinteragisce.Nel modello proposto, il fotone non è trattato come una particella puntiforme, ma come unastruttura di campo che attraversa nel tempo una regione caratterizzata da un campo elettronicoorganizzato. Il pattern di interferenza emerge quindi dall’interazione continua tra il campo fotonicoe la distribuzione degli elettroni esterni delle fenditure, che perturbano, ritardano e riconfiguranolocalmente il campo incidente.Per descrivere in modo operativo questa dinamica, viene introdotto un operatore efficace delsistema materiale (scatola grigia), che riassume in forma unificata i processi di scattering,assorbimento, riemissione e interazione elettronica. Questo operatore non è arbitrario, ma dipendedirettamente dalla configurazione elettronica del materiale, e determina la trasformazione del campoincidente in uscita e quindi la formazione del pattern osservato.All’interno di questa struttura, la misura viene reinterpretata come un’interazione elettromagneticareale che agisce sulla regione della fenditura prima del passaggio del fotone. Il campo introdottodallo strumento modifica la distribuzione degli elettroni esterni, alterando il campo elettronicolocale. Di conseguenza, il fotone attraversa un sistema già riconfigurato, e il pattern risultanteriflette questa nuova condizione fisica. La perdita di interferenza non è quindi un effetto postulato,ma la conseguenza diretta della modifica del sistema elettronico.Questo porta a un cambio di prospettiva: la misura non rappresenta più un problema interpretativo,ma diventa una risorsa fisica. Il pattern osservato contiene informazione sulla risposta del sistema e,attraverso un processo di reverse engineering, è possibile risalire alla configurazione del campoelettronico efficace e quindi alle proprietà del materiale.Il lavoro definisce inoltre una struttura algoritmica preliminare, base del modello 4.0, in cui ilprocesso viene descritto come una pipeline dinamica che coinvolge campo incidente, operatoremateriale e risposta osservabile. I risultati preliminari indicano coerenza con i fenomeni noti esuggeriscono la possibilità di utilizzare l’interferenza come strumento di analisi della strutturaelettronica dei materiali.Questa estensione non sostituisce i modelli esistenti, ma propone una descrizione esplicita delmeccanismo fisico locale, collegando interferenza, misura e proprietà dei materiali all’interno diun’unica struttura coerente.

•Jun 13, 2026•0 citations
Questo dossier introduce e formalizza il concetto di Regime di Transizione (RT) come criterio operativo per identificare il dominio in cui la dinamica di un evento non è più descrivibile in modo completo tramite stati istantanei, ma richiede una lettura processuale, basata su proprietà temporali osservabili. Nel quadro proposto, la Relatività Generale fornisce una descrizione geometrica degli eventi nello spaziotempo, mentre la Trinamica CP364 estende l’analisi introducendo la possibilità di trattare gli eventi come processi temporali strutturati, dove la sequenza, la memoria e l’evoluzione acquisiscono significato sperimentale. Il dossier stabilisce una definizione formale del Regime di Transizione e ne descrive i criteri di osservabilità su dataset reali, introducendo strumenti di riconoscimento concettuale come indicatori binari e scalari, finestre temporali operative e vincoli di stabilità. Il focus non è l’interpretazione causale dei fenomeni, ma la costruzione di un criterio metodologico robusto, trasferibile e utilizzabile in diversi domini sperimentali, con attenzione ai limiti e alle condizioni di validità. Il Regime di Transizione viene presentato come territorio concettuale “di confine” tra descrizioni statiche e dinamiche osservabili: una struttura non riducibile a formalismi standard, capace di colmare un vuoto metodologico nella trattazione sperimentale dei fenomeni complessi. Questo documento è pensato per essere immediatamente citabile come prior art concettuale e come base metodologica per applicazioni successive.
Questo progetto intende fornire una soluzione di natura elettronica al problema dell'individuazione di due eventi che si manifestano in istanti temporali molto ravvicinati tra loro. Piu precisamente, parliamo di segnali elettrici con determinate caratteristiche di intensita e durata, provenienti, dopo la necessaria conversione, da un sistema di tipo quantistico. Il lavoro svolto e la continuazione e l'ampliamento di quanto precedentemente realizzato dai colleghi Marco Pezzini e Andrea Merlin nell'ambito della loro tesi di laurea; l'ambiente in cui e stato sviluppato e il Laboratorio Luxor dell'Universita di Padova, all'interno del quale e stato possibile accedere a tutta la strumentazione necessaria per i test sperimentali. In questo elaborato si vuole dare una visione il piu possibile ad ampio raggio dell'argomento di interesse. Introdurremo i concetti di meccanica quantistica, fondamentali per comprendere il contesto in si opera, e quindi passeremo a descrivere il fenomeno sico, l'entanglement, di cui ci proponiamo di realizzare uno strumento di misura. Dalla dimensione ottica, nota la procedura di conversione dei fotoni in segnali elettrici, sposteremo la nostra attenzione alle metodologie che permettono la rivelazione di intervalli temporali molto brevi e, dopo aver motivato la scelta dell'hardware adatto alle nostre esigenze e averne elencato le funzionalita, partiremo con la descrizione del progetto vero e proprio. Seguira un capitolo dedicato ai test sperimentali eseguiti per valutare qualita e punti deboli del dispositivo realizzato e, inne, verranno tratte le dovute conclusioni prospettando nuovi scenari che permettano di risolvere eventuali problemi rimasti irrisolti e migliorare le prestazioni complessive del sistema sviluppato
SOMMARIO. Esistono fenomeni fisici come la decoerenza, il rumore, la misura effettuata nel mezzo del processo computazionale, che difficilmente possono essere interpretati attraverso il paradigma quantistico standard. In un processo computazionale, una qualsiasi interazione del sistema con l’ambiente causa un’inevitabile perdita di informazione che rende il processo stesso irreversibile. Per tener conto di situazioni di questo tipo, la computazione quantistica ha recentemente adottato un nuovo approccio che si spinge oltre a quello standard. Lo scopo di questo articolo `e quello di riassumere in maniera descrittiva (evitando di entrare in dettagli tecnici) i caratteri principali di questo nuovo approccio e analizzarne qualche possibile applicazione.
Questo lavoro propone un quadro concettuale in cui la geometria dello spazio-tempo non è assunta come struttura fondamentale, ma emerge come risultato della selezione di un singolo outcome da una superposizione quantistica di configurazioni geometriche possibili. Si assume che, in un sistema quantistico chiuso, esista un insieme continuo di configurazioni di spazio interno accessibili, ciascuna associata a una possibile geometria effettiva. Il collasso dello stato quantistico non viene interpretato come un semplice processo informazionale, ma come un evento fisico che seleziona una configurazione geometrica concreta, producendo un volume e una conseguente modifica del tessuto spazio-temporale. In questa prospettiva, la gravità non è trattata come una forza fondamentale, ma come un effetto emergente legato alla selezione geometrica e alla variazione della struttura spazio-temporale risultante. Il formalismo proposto non intende sostituire le teorie esistenti, ma fornire un’interpretazione coerente in cui superposizione quantistica, collasso e geometria siano descritti all’interno di un unico schema concettuale. La “Teoria della Lasagna” è presentata come un punto di vista esplorativo sui fondamenti della fisica, che mette in relazione geometria, probabilità quantistica e struttura dello spazio-tempo, evidenziando limiti, invarianti concettuali e possibili direzioni di sviluppo futuro.
Questo lavoro di tesi e incentrato principalmente nelle tecniche avanzate di ottimizzazione per comunicazioni quantistiche, ed in generale applicazioni a regime di singolo fotone in spazio libero. Si tratta di un’attivita inserita nell’ambito di vari progetti che coinvolgono i dipartimenti di Ingegneria dell’Informazione e Astronomia dell’Universita degli Studi di Padova. Il lavoro svolto e introdotto da una sezione dedicata alla crittografia classica, seguita da una parte dedicata alla crittografia quantistica che ne illustra i concetti base e i principali protocolli. Si da inoltre particolare risalto alle tecnologie attualmente impiegate per l’implementazione di sistemi reali QKD (Quantum Key Distribution). In particolare verra descritto QuAKE: il sistema di crittografia quantistica basato su protocollo B92, le cui fasi di composizione e collaudo sono state svolte presso i laboratori LUXOR dell’Universita degli Studi di Padova. Si iniziera da una descrizione generale del sistema, in cui si espongono e analizzano le scelte progettuali per la realizzazione dell’apparato; in seguito si esporranno le soluzioni adottate per l’assemblaggio dell’ottica del trasmettitore e del ricevitore, andando a caratterizzare singolarmente tutti i componenti utilizzati nel sistema. Si illustrera in dettaglio la fase di montaggio di QuAKE, mettendo in rilievo le difficolta incontrate e le relative soluzioni adottate. Ampio risalto verra riservato ai test sperimentali effettuati. Verranno inoltre descritti con accuratezza tutti i software, proprietari e non, utilizzati, in modo da rendere questa tesi una guida utile per il setup completo del sistema. Alla fine si esporranno i risultati empirici ottenuti in laboratorio e i possibili sviluppi futuri
Nesta tese, estudamos o comportamento de sistema quânticos cujo limite clássico pode tanto apresentar um comportamento regular como caótico. Nosso estudo se baseou na caracterização dinâmica do comportamento, caótico ou regular, destes sistemas quânticos no limite clássico através da análise da estrutura de distribuições no espaço de fases. Particularmente, aplicamos estas ferramentas ao estudo da transição quântico-clássica para uma classe de sistemas, que denominamos genericamente como sistemas com propensão coletiva, os quais possuem a importante propriedade de admitir, em um certo limite análogo ao limite termodinâmico, uma descrição de sua dinâmica em termos de um número reduzido de variáveis de natureza coletiva. Esta propriedade além de nos permitir reduzir a dinâmica de sistemas com,plicados à dinâmica de sistema com poucos graus de liberdade, também nos permite, através de um escalonamento apropriado das variáveis coletivas, estudar o limite clássico destes sistemas concomitantemente com o limite termodinâmico, evitando assim lidar diretamente com procedimentos formais usualmente associados ao limite clássico da forma h 0. Diferentemente das abordagens usuais, a abordagem que utilizamos nesta tese, baseada na propensão coletiva dos sistemas, permite a implementação de uma descrição em termos do comportamento de distribuições no espaço de fases para sistemas com espectro puramente discreto num espaço de dimensão finita.
ABSTRACTQuesto lavoro introduce un’estensione del modello di interazione fotone–elettrone (versione 3.0),proponendo una reinterpretazione fisica esplicita del ruolo della misura nei fenomeni diinterferenza.Il punto di partenza è il riconoscimento che la fenditura non rappresenta una regione di vuoto, mauna zona delimitata da materia, in cui gli elettroni esterni del materiale definiscono un campoelettromagnetico reale e distribuito nello spazio. È proprio questa configurazione elettronicasuperficiale — dinamica e non uniforme — a costituire il sistema con cui il campo del fotoneinteragisce.Nel modello proposto, il fotone non è trattato come una particella puntiforme, ma come unastruttura di campo che attraversa nel tempo una regione caratterizzata da un campo elettronicoorganizzato. Il pattern di interferenza emerge quindi dall’interazione continua tra il campo fotonicoe la distribuzione degli elettroni esterni delle fenditure, che perturbano, ritardano e riconfiguranolocalmente il campo incidente.Per descrivere in modo operativo questa dinamica, viene introdotto un operatore efficace delsistema materiale (scatola grigia), che riassume in forma unificata i processi di scattering,assorbimento, riemissione e interazione elettronica. Questo operatore non è arbitrario, ma dipendedirettamente dalla configurazione elettronica del materiale, e determina la trasformazione del campoincidente in uscita e quindi la formazione del pattern osservato.All’interno di questa struttura, la misura viene reinterpretata come un’interazione elettromagneticareale che agisce sulla regione della fenditura prima del passaggio del fotone. Il campo introdottodallo strumento modifica la distribuzione degli elettroni esterni, alterando il campo elettronicolocale. Di conseguenza, il fotone attraversa un sistema già riconfigurato, e il pattern risultanteriflette questa nuova condizione fisica. La perdita di interferenza non è quindi un effetto postulato,ma la conseguenza diretta della modifica del sistema elettronico.Questo porta a un cambio di prospettiva: la misura non rappresenta più un problema interpretativo,ma diventa una risorsa fisica. Il pattern osservato contiene informazione sulla risposta del sistema e,attraverso un processo di reverse engineering, è possibile risalire alla configurazione del campoelettronico efficace e quindi alle proprietà del materiale.Il lavoro definisce inoltre una struttura algoritmica preliminare, base del modello 4.0, in cui ilprocesso viene descritto come una pipeline dinamica che coinvolge campo incidente, operatoremateriale e risposta osservabile. I risultati preliminari indicano coerenza con i fenomeni noti esuggeriscono la possibilità di utilizzare l’interferenza come strumento di analisi della strutturaelettronica dei materiali.Questa estensione non sostituisce i modelli esistenti, ma propone una descrizione esplicita delmeccanismo fisico locale, collegando interferenza, misura e proprietà dei materiali all’interno diun’unica struttura coerente.