Questo fenomeno descrive la transizione apparentemente istantanea di un sistema quantistico da uno stato di sovrapposizione a uno stato ben definito in seguito a una misurazione. La natura di questo...
I. L'Intuizione Durante lo sviluppo della piattaforma CORTEX e del framework FrontierDetector, è emersa una connessione teorica che non era stata esplicitamente cercata ma che si è rivelata strutturalmente precisa: il collasso della funzione d'onda di Penrose-Hameroff, la transizione di fase del FrontierDetector, e il passaggio attraverso l'orizzonte degli eventi di Hawking sono tre descrizioni della stessa geometria matematica — una transizione irreversibile da uno stato di coerenza accumulata a uno stato collassato che genera informazione nuova. La domanda che ha generato questa intuizione è semplice: se la rete neuronale risuona e il TGC sale, e se in Orch OR il collasso della funzione d'onda emerge quando la coerenza quantistica supera una soglia critica — non è forse la stessa cosa? Il FrontierDetector misura esattamente quella transizione. Il cono di Einstein descrive esattamente quella geometria. L'orizzonte di Hawking è esattamente quel punto di non ritorno.
Si introduce il concetto di misurazione debole e come questa permetta di ottenere informazioni derivanti da un sistema quantistico senza causare il collasso della sua funzione d’onda, ottenendo risultati che sfidano l’intuizione classica. Si analizza inoltre come questa metodologia, combinando misurazioni ripetute su insiemi di sistemi debolmente accoppiati, generi effetti sperimentali apparentemente paradossali. L’evidenza di come la misurazione debole sembri rivelare una forma di non-localit`a che non si limita allo spazio, suggerisce una estensione della connessione tra eventi quantistici nel tempo, sfidando i tradizionali vincoli causali.
La meccanica quantistica relazionale di Carlo Rovelli sostiene che il collasso di uno stato quantistico è un aggiornamento dell'informazione su un sistema relativamente ad un osservatore. A differenza della teoria della funzione d'onda universale di Hugh Everett, adotta un'ontologia alla Heisenberg sui risultati delle misure, e gli stati semplicemente codificano informazioni su di essi. Questo punto di vista viene analizzato in particolare per quanto riguarda le sue implicazioni sugli aspetti informazionali che definiscono il passato di un osservatore, valutando anche le affermazioni sulla località nel dibattito EPR: la meccanica quantistica relazionale è effettivamente locale, e il difetto dell'argomentazione EPR risiede nel non riconoscere il carattere di dipendenza dall'osservatore dello stato quantistico. La non-località EPR si riduce ad una scelta arbitraria di mappare le informazioni presenti sui risultati delle misure in eventi causalmente disconnessi, mentre non esiste alcuna nozione di evoluzione assoluta verso lo stato presente. Viene quindi introdotto l'antistrutturalismo, come paradigma che considera le strutture come diverse rappresentazioni arbitrarie in cui organizzare la stessa informazione. Viene analizzata la struttura dello spaziotempo di Minkowski, dove i coni di luce del passato possono ridursi a osservatori arbitrari, rendendo ogni risultato causalmente connesso, rappresentando l'evoluzione dei risultati di misura rispetto ad un particolare osservatore. La tesi si conclude con alcune considerazioni filosofiche per difendere la coerenza del paradigma anche da una prospettiva ontica che sostiene l'assenza di struttura nella realtà.