Challenges
Datasets
Workspaces
Papers
Discussions
Leaderboard
Log inSign up
Challenges
Datasets
Workspaces
Papers
Discussions
Leaderboard
Blog
Job Board
Q3AS

© 2026 Aqora Quantum S.A.S.

TermsPrivacyLegal Notice

Nuncius

THE CONSTITUTION OF WHITE LIGHT, A SOURCE FOR THE NEW QUESTIONS OF QUANTUM MECHANICS

Anna Maria Lombardi

Published Jan 1, 2002• 0 citations
Publisher

Abstract

Abstract title RIASSUNTO /title Queste pagine hanno lo scopo di ricostruire un dibattito che ebbe vasta popolarit a cavallo tra il diciannovesimo ed il ventesimo secolo, incentrato sulla struttura della radiazione non monocromatica. La discussione gioc un ruolo importante nel mettere a fuoco alcune tematiche, in seguito destinate a diventare tipiche della imminente meccanica quantistica. In particolare, in questo contesto che si avvia l'indagine sul significato fisico dei modi normali, ovvero delle singole componenti di uno sviluppo di Fourier.

DOI
10.1163/182539102x00081

Related papers

La lezione della fisica quantistica

Marco Giliberti, Graziano Cavallini

EPISTEMOLOGIA•Jan 1, 2008•4 citations

Un inedito di John Bell sull'onda pilota di de Broglie

Angela Laurora, Augusto Garuccio

L'idea dell'onda pilota di de Broglie del 1923 ha costituito uno dei temi fondamentali della ricerca in Meccanica Quantistica, suscitando negli anni a seguire l'interesse e il confronto dei diversi protagonisti del dibattito sui fondamenti di questa teoria. Tra coloro che hanno contribuito alla discussione sulla tematica, John Bell ha in alcuni suoi lavori scientifici espresso la sua favorevole opinione sul modello dell'onda pilota di de Broglie. In questo contributo presentiamo un documento inedito del fisico irlandese, Notes for a history of the pilot wave , in cui è tracciato un progetto di ricostruzione storica del dibattito intorno a tale teoria. Il manoscritto è stato ritrovato tra la documentazione originale e inedita conservata e resa disponibile dalla sig.ra Mary Bell, moglie e collega del fisico irlandese. L’inedito è particolarmente significativo poiché Bell affronta la questione in una prospettiva, quella storica, cercando di offrire un quadro organico delle \nriflessioni dei fisici che si erano interrogati sull’argomento, organizzandole cronologicamente e con riferimento alle fonti bibliografiche. In particolare esso permette una ricostruzione storica delle riflessioni di Bell sulle posizioni dei padri fondatori della Meccanica Quantistica circa l'idea di de Broglie, posizioni da loro espresse in occasione dei due eventi che egli reputa più pertinenti alla tematica: la V Conferenza Solvay Électrons et photons nel 1927 e nel 1952 la raccolta di scritti Louis de Broglie, Physicien et Penseur , a cui contribuirono i protagonisti che in quegli anni avevano partecipato al dibattito.

•Jan 1, 2016•0 citations

Relational quantum mechanics and antistructuralism

Peperoni, Pier Francesco

La meccanica quantistica relazionale di Carlo Rovelli sostiene che il collasso di uno stato quantistico è un aggiornamento dell'informazione su un sistema relativamente ad un osservatore. A differenza della teoria della funzione d'onda universale di Hugh Everett, adotta un'ontologia alla Heisenberg sui risultati delle misure, e gli stati semplicemente codificano informazioni su di essi. Questo punto di vista viene analizzato in particolare per quanto riguarda le sue implicazioni sugli aspetti informazionali che definiscono il passato di un osservatore, valutando anche le affermazioni sulla località nel dibattito EPR: la meccanica quantistica relazionale è effettivamente locale, e il difetto dell'argomentazione EPR risiede nel non riconoscere il carattere di dipendenza dall'osservatore dello stato quantistico. La non-località EPR si riduce ad una scelta arbitraria di mappare le informazioni presenti sui risultati delle misure in eventi causalmente disconnessi, mentre non esiste alcuna nozione di evoluzione assoluta verso lo stato presente. Viene quindi introdotto l'antistrutturalismo, come paradigma che considera le strutture come diverse rappresentazioni arbitrarie in cui organizzare la stessa informazione. Viene analizzata la struttura dello spaziotempo di Minkowski, dove i coni di luce del passato possono ridursi a osservatori arbitrari, rendendo ogni risultato causalmente connesso, rappresentando l'evoluzione dei risultati di misura rispetto ad un particolare osservatore. La tesi si conclude con alcune considerazioni filosofiche per difendere la coerenza del paradigma anche da una prospettiva ontica che sostiene l'assenza di struttura nella realtà.

•Sep 19, 2025•0 citations

Le moderne applicazioni della fisica quantistica

Springer eBooks•Jan 1, 2008•1 citation

Elementi per una didattica della fisica quantistica

Marco Giliberti

•Oct 1, 2007•3 citations

La probabilità quantistica

L. Accardi

Agli inizi dell'800 ebbe inizio una rivoluzione scientifica che, relegata \ninizialmente al ristretto ambiente dei matematici, doveva trovare, circa un \nsecolo dopo, spettacolari applicazioni nelle teorie di Einstein. Ci\\`o che \naccadde in quel secolo fu il superamento di uno dei pi\\`u radicati \npregiudizi della storia dell'uomo: l'unicit\\`a delle categorie spaziali. In \nquel secolo si comprese che gli assiomi sui quali \\`e costruita la geometria \neuclidea non sono una lista di propriet\\`a dello spazio, ma la definizione \ndi un modello di spazio. L'aspetto profondo di questa conquista fu che furono \nforgiati strumenti che permettevano di distinguere tra i vari modelli di \nspazio mediante misure effettuate all'interno dello spazio stesso (questo \\`e \nil contenuto del famoso ``theorema egregium'' di Gauss). Da quel momento \nla geometria cess\\`o di essere lo studio delle propriet\\`a di un singolo \nmodello di spazio (quello di Euclide), per diventare lo studio dei possibili \nmodelli di spazio. Circa un secolo dopo Einstein forn{\\i} una interpretazione \nfisica di questo nuovo quadro concettuale aggiungendo a questo schema un \nnuovo elemento, e cio\\`e una ipotesi sul modo un cui la fisica \n(pi\\`u specificamente la distribuzione della materia) determina la \nstruttura dello spazio. Su questa ipotesi, che \\`e alla base della teoria \ndella relativit\\`a generale, si basa la moderna cosmologia -- una \naffascinante sintesi di fisica e geometria.

•Jan 1, 1989•0 citations
Abstract title RIASSUNTO /title Queste pagine hanno lo scopo di ricostruire un dibattito che ebbe vasta popolarit a cavallo tra il diciannovesimo ed il ventesimo secolo, incentrato sulla struttura della radiazione non monocromatica. La discussione gioc un ruolo importante nel mettere a fuoco alcune tematiche, in seguito destinate a diventare tipiche della imminente meccanica quantistica. In particolare, in questo contesto che si avvia l'indagine sul significato fisico dei modi normali, ovvero delle singole componenti di uno sviluppo di Fourier.
L'idea dell'onda pilota di de Broglie del 1923 ha costituito uno dei temi fondamentali della ricerca in Meccanica Quantistica, suscitando negli anni a seguire l'interesse e il confronto dei diversi protagonisti del dibattito sui fondamenti di questa teoria. Tra coloro che hanno contribuito alla discussione sulla tematica, John Bell ha in alcuni suoi lavori scientifici espresso la sua favorevole opinione sul modello dell'onda pilota di de Broglie. In questo contributo presentiamo un documento inedito del fisico irlandese, Notes for a history of the pilot wave , in cui è tracciato un progetto di ricostruzione storica del dibattito intorno a tale teoria. Il manoscritto è stato ritrovato tra la documentazione originale e inedita conservata e resa disponibile dalla sig.ra Mary Bell, moglie e collega del fisico irlandese. L’inedito è particolarmente significativo poiché Bell affronta la questione in una prospettiva, quella storica, cercando di offrire un quadro organico delle \nriflessioni dei fisici che si erano interrogati sull’argomento, organizzandole cronologicamente e con riferimento alle fonti bibliografiche. In particolare esso permette una ricostruzione storica delle riflessioni di Bell sulle posizioni dei padri fondatori della Meccanica Quantistica circa l'idea di de Broglie, posizioni da loro espresse in occasione dei due eventi che egli reputa più pertinenti alla tematica: la V Conferenza Solvay Électrons et photons nel 1927 e nel 1952 la raccolta di scritti Louis de Broglie, Physicien et Penseur , a cui contribuirono i protagonisti che in quegli anni avevano partecipato al dibattito.
La meccanica quantistica relazionale di Carlo Rovelli sostiene che il collasso di uno stato quantistico è un aggiornamento dell'informazione su un sistema relativamente ad un osservatore. A differenza della teoria della funzione d'onda universale di Hugh Everett, adotta un'ontologia alla Heisenberg sui risultati delle misure, e gli stati semplicemente codificano informazioni su di essi. Questo punto di vista viene analizzato in particolare per quanto riguarda le sue implicazioni sugli aspetti informazionali che definiscono il passato di un osservatore, valutando anche le affermazioni sulla località nel dibattito EPR: la meccanica quantistica relazionale è effettivamente locale, e il difetto dell'argomentazione EPR risiede nel non riconoscere il carattere di dipendenza dall'osservatore dello stato quantistico. La non-località EPR si riduce ad una scelta arbitraria di mappare le informazioni presenti sui risultati delle misure in eventi causalmente disconnessi, mentre non esiste alcuna nozione di evoluzione assoluta verso lo stato presente. Viene quindi introdotto l'antistrutturalismo, come paradigma che considera le strutture come diverse rappresentazioni arbitrarie in cui organizzare la stessa informazione. Viene analizzata la struttura dello spaziotempo di Minkowski, dove i coni di luce del passato possono ridursi a osservatori arbitrari, rendendo ogni risultato causalmente connesso, rappresentando l'evoluzione dei risultati di misura rispetto ad un particolare osservatore. La tesi si conclude con alcune considerazioni filosofiche per difendere la coerenza del paradigma anche da una prospettiva ontica che sostiene l'assenza di struttura nella realtà.
Agli inizi dell'800 ebbe inizio una rivoluzione scientifica che, relegata \ninizialmente al ristretto ambiente dei matematici, doveva trovare, circa un \nsecolo dopo, spettacolari applicazioni nelle teorie di Einstein. Ci\\`o che \naccadde in quel secolo fu il superamento di uno dei pi\\`u radicati \npregiudizi della storia dell'uomo: l'unicit\\`a delle categorie spaziali. In \nquel secolo si comprese che gli assiomi sui quali \\`e costruita la geometria \neuclidea non sono una lista di propriet\\`a dello spazio, ma la definizione \ndi un modello di spazio. L'aspetto profondo di questa conquista fu che furono \nforgiati strumenti che permettevano di distinguere tra i vari modelli di \nspazio mediante misure effettuate all'interno dello spazio stesso (questo \\`e \nil contenuto del famoso ``theorema egregium'' di Gauss). Da quel momento \nla geometria cess\\`o di essere lo studio delle propriet\\`a di un singolo \nmodello di spazio (quello di Euclide), per diventare lo studio dei possibili \nmodelli di spazio. Circa un secolo dopo Einstein forn{\\i} una interpretazione \nfisica di questo nuovo quadro concettuale aggiungendo a questo schema un \nnuovo elemento, e cio\\`e una ipotesi sul modo un cui la fisica \n(pi\\`u specificamente la distribuzione della materia) determina la \nstruttura dello spazio. Su questa ipotesi, che \\`e alla base della teoria \ndella relativit\\`a generale, si basa la moderna cosmologia -- una \naffascinante sintesi di fisica e geometria.