L'idea dell'onda pilota di de Broglie del 1923 ha costituito uno dei temi fondamentali della ricerca in Meccanica Quantistica, suscitando negli anni a seguire l'interesse e il confronto dei diversi protagonisti del dibattito sui fondamenti di questa teoria. Tra coloro che hanno contribuito alla discussione sulla tematica, John Bell ha in alcuni suoi lavori scientifici espresso la sua favorevole opinione sul modello dell'onda pilota di de Broglie. In questo contributo presentiamo un documento inedito del fisico irlandese, Notes for a history of the pilot wave , in cui è tracciato un progetto di ricostruzione storica del dibattito intorno a tale teoria. Il manoscritto è stato ritrovato tra la documentazione originale e inedita conservata e resa disponibile dalla sig.ra Mary Bell, moglie e collega del fisico irlandese. L’inedito è particolarmente significativo poiché Bell affronta la questione in una prospettiva, quella storica, cercando di offrire un quadro organico delle \nriflessioni dei fisici che si erano interrogati sull’argomento, organizzandole cronologicamente e con riferimento alle fonti bibliografiche. In particolare esso permette una ricostruzione storica delle riflessioni di Bell sulle posizioni dei padri fondatori della Meccanica Quantistica circa l'idea di de Broglie, posizioni da loro espresse in occasione dei due eventi che egli reputa più pertinenti alla tematica: la V Conferenza Solvay Électrons et photons nel 1927 e nel 1952 la raccolta di scritti Louis de Broglie, Physicien et Penseur , a cui contribuirono i protagonisti che in quegli anni avevano partecipato al dibattito.
L'idea dell'onda pilota di de Broglie del 1923 ha costituito uno dei temi fondamentali della ricerca in Meccanica Quantistica, suscitando negli anni a seguire l'interesse e il confronto dei diversi protagonisti del dibattito sui fondamenti di questa teoria. Tra coloro che hanno contribuito alla discussione sulla tematica, John Bell ha in alcuni suoi lavori scientifici espresso la sua favorevole opinione sul modello dell'onda pilota di de Broglie. In questo contributo presentiamo un documento inedito del fisico irlandese, Notes for a history of the pilot wave , in cui è tracciato un progetto di ricostruzione storica del dibattito intorno a tale teoria. Il manoscritto è stato ritrovato tra la documentazione originale e inedita conservata e resa disponibile dalla sig.ra Mary Bell, moglie e collega del fisico irlandese. L’inedito è particolarmente significativo poiché Bell affronta la questione in una prospettiva, quella storica, cercando di offrire un quadro organico delle \nriflessioni dei fisici che si erano interrogati sull’argomento, organizzandole cronologicamente e con riferimento alle fonti bibliografiche. In particolare esso permette una ricostruzione storica delle riflessioni di Bell sulle posizioni dei padri fondatori della Meccanica Quantistica circa l'idea di de Broglie, posizioni da loro espresse in occasione dei due eventi che egli reputa più pertinenti alla tematica: la V Conferenza Solvay Électrons et photons nel 1927 e nel 1952 la raccolta di scritti Louis de Broglie, Physicien et Penseur , a cui contribuirono i protagonisti che in quegli anni avevano partecipato al dibattito.
Questo articolo trae ispirazione dal modello della coscienza come campo quantistico descritto in [1] e ne estende la prospettiva da punto di vista psico-analitico. In particolare, modello di coscienza adottato è basato sull'estensione, per gli esseri viventi, della teoria di de Broglie – Bohm: il potenziale di coscienza associato a tale campo è definito come un'informazione quantistica attiva (denominato onda pilota della vita) che organizza e dirige la vita di un organismo attraverso processi di rottura della simmetria, come descritti dalla Teoria Quantistica dei Campi [2]. Inoltre, tale informazione attiva (associabile alla curvatura del campo di coscienza) si dimostra essere espressione di condensazioni dei bosoni di Nambu Goldstone derivanti dalle suddette rotture di simmetria. In particolare, il contributo di questo articolo riguarda l’idea che l’organismo vivente crei e percepisca delle corrispondenze tra delle “immagini interiori” e le dinamiche dell’onda pilota della vita (estensione del concetto di potenziale quantistico), ovvero di quella informazione quantistica attiva che organizza e dirige la sua vita. In questo caso il concetto di immagine va inteso in senso allargato. Le immagini sono viste come emozioni, sensazioni, simboli, archetipi... che a loro volta corrispondono, dal punto di vista della fisica quantistica, a condensazioni dei bosoni di Nambu Goldstone.
I problemi interpretativi della meccanica quantistica hanno da subito acquisito un ruolo
centrale nello sviluppo della nuova teoria.
Se da una parte, un gran numero di prove sperimentali hanno permesso di confermare le
previsioni teoriche dei fenomeni atomici e di conseguenza
alle idee di Bohr di far presa nella maggior parte della comunita scienti?ca di allora
e di oggi, non mancano le critiche da parte di quei ?sici che si oppongono al totale abbandono
di principi che appaiono scontati in ?sica classica.
Le critiche piu aspre arrivano da parte di Einstein,
protagonista di un acceso dibattito con Bohr, culminato in un articolo pubblicato nel 1935, scritto da
Einstein insieme ai suoi collaboratori B. Podolsky e N.Rosen. Nella tesi si cerchera di ripercorrere i
punti chiave delle argomentazioni di EPR, rifacendoci all’articolo originale. In seguito si dara una
visione piu ampia possibile dei successivi sviluppi basati su argomentazionI di tipo EPR.
In particolare si tratteranno la teoria a variabili nascoste di Bohm e gli studi di Bell sulla localita.
Questa raccolta di saggi, inedita nella sua composizione e nuova in senso assoluto per l'Italia, presenta il pensiero di Heisenberg in tutta la sua articolazione e completezza: le riflessioni filosofiche fondamentali, le originali considerazioni epistemologiche, il credo etico-religioso, la visione della realtà e le due memorie scientifiche nelle quali venne elaborata la meccanica delle matrici, che fissò la nascita della cosiddetta «seconda quantistica», determinando la crisi della fisica classica e delineando l'orizzonte di senso da cui è derivato il successivo principio di indeterminazione. Emerge un pensatore che ha fornito contributi essenziali sia alla storia del pensiero filosofico che a quello scientifico del Novecento, e che ha rappresentato un vero e proprio «punto di svolta» della cultura contemporanea. Un punto di svolta che ha condotto il «metodo» della scienza dal gretto riduzionismo dell'epoca classica a una sua più concreta elaborazione in senso storicistico e complesso. Werner Heisenberg (Würzburg, 1901-Monaco, 1976) si è laureato a Monaco, nel 1924, con Arnold Sommerfeld. Nel 1925 si è trasferito a Gottinga, come assistente di Max Born. Risale a questo periodo la sua formulazione matematica della meccanica quantistica, la meccanica matriciale. Durante un soggiorno presso l'Istituto di Fisica teorica di Copenaghen diretto da Niels Bohr, Heisenberg enunciò, nella primavera del 1927, il principio di indeterminazione, che ha segnato la fine della concezione tradizionale della certezza scientifica e della casualità rigorosa. Nel 1932 ha ricevuto il Premio Nobel per la Fisica. Tra le sue opere pubblicate in Italia si ricordano: Fisica e filosofia (Milano, 1961), Mutamenti nelle basi della scienza (Torino, 1978), Oltre le frontiere della scienza (Roma, 1984), Indeterminazione e realtà (Napoli, 1991).
Nella sua straordinaria opera scientifica, Franco Selleri si è sempre opposto alla rinuncia alla comprensione della struttura della realtà e della natura degli oggetti fisici, che egli considera come l’elemento caratterizzante delle principali teorie della fisica del Novecento e che è stata stigmatizzata da Karl Popper come tesi della “fine della strada in fisica”. Sin dalla fine degli anni ’60, egli ha sviluppato quella riflessione critica nei confronti delle teorie fondamentali della fisica moderna, in particolar modo della teoria delle particelle elementari e della meccanica quantistica, e in un secondo tempo delle teorie relativistiche, che contraddistingue il suo programma di ricerca. Nel corso della sua intensa e infaticabile attività scientifica, Selleri è entrato in proficuo contatto con molti grandi fisici e filosofi della scienza, instaurando un intenso dialogo critico con Louis de Broglie, John Bell e Karl Popper. Le sue originali e non convenzionali ricerche lo hanno portato a risultati significativi non solo nell’ambito dei fondamenti della fisica, ma anche della storia e della filosofia della fisica. Per questo abbiamo voluto dedicare un numero speciale di Isonomia al nostro impareggiabile amico e collega, sia per la sua passione instancabile e la sua profonda conoscenza dei fondamenti formali, concettuali e filosofici delle teorie della fisica contemporanea, sia e forse ancor più come maestro di una prospettiva perennemente critica che egli ha sempre seguito e proposto con particolare rigore ed estrema determinazione.
Il seminario contiene alcuni elementi introduttivi alla Meccanica Quantistica, con qualche indicazione didattica per l’insegnamento nella scuola secondaria superiore. Si fa riferimento soprattutto al comportamento fuori dal comune di due tra i costituenti fondamentali del mondo microscopico: l’elettrone ed il fotone. Si menzionano gli esperimenti che hanno condotto alla loro scoperta e che evidenziano il loro comportamento particellare. Tuttavia essi manifestano proprietà ondulatorie complementari a quelle particellari. Il legame tra i due aspetti è espresso dalle relazioni diPlanck - Einstein - de Broglie. Tali relazioni introducono la costante universale di Planck, la quale caratterizza il carattere quantizzato della Natura. Questa è la nozione attorno alla quale si sviluppa la nostra concezione del mondo fisico. Pertanto si spendera’ qualche dettaglio attorno ad alcune proposte didattiche per una sua misura.
A cent'anni dalle memorie con cui Schrödinger fondò la meccanica ondulatoria, questo lavoro ne ricostruisce la genesi attraverso un percorso concettuale storicamente collocato: né mera cronaca, né algida sistemazione assiomatica, ma concatenazione di sfide aperte che la resero necessaria. Il filo conduttore è la tensione fra l'immagine continua del mondo e la granularità che l'esperimento le oppone: dagli atomi della chimica all'atomo nucleare, dalla crisi della fisica classica su stabilità della materia alle sue modalità di interazione con la radiazione, fino alle regole di quantizzazione di Planck, Bohr, Wilson e Sommerfeld, prescrizioni in cerca di un principio. Esso giunge con le onde di materia di de Broglie: l'equazione di Schrödinger, l'interpretazione di Born e l'evoluzione temporale mutano la quantizzazione da decreto in conseguenza. L'intento di questo articolo è anche mostrare, in un caso esemplare, il metodo scientifico nel suo tipico divenire: problemi, congetture, errori fecondi, verifiche.