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Schrodinger 1926: l'equazione che la fisica cercava

Luciano Colombo

Published Jan 1, 2026• 0 citations
Publisher

Abstract

A cent'anni dalle memorie con cui Schrödinger fondò la meccanica ondulatoria, questo lavoro ne ricostruisce la genesi attraverso un percorso concettuale storicamente collocato: né mera cronaca, né algida sistemazione assiomatica, ma concatenazione di sfide aperte che la resero necessaria. Il filo conduttore è la tensione fra l'immagine continua del mondo e la granularità che l'esperimento le oppone: dagli atomi della chimica all'atomo nucleare, dalla crisi della fisica classica su stabilità della materia alle sue modalità di interazione con la radiazione, fino alle regole di quantizzazione di Planck, Bohr, Wilson e Sommerfeld, prescrizioni in cerca di un principio. Esso giunge con le onde di materia di de Broglie: l'equazione di Schrödinger, l'interpretazione di Born e l'evoluzione temporale mutano la quantizzazione da decreto in conseguenza. L'intento di questo articolo è anche mostrare, in un caso esemplare, il metodo scientifico nel suo tipico divenire: problemi, congetture, errori fecondi, verifiche.

DOI
10.1393/gdf/i2026-10652-4

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Questa raccolta di saggi, inedita nella sua composizione e nuova in senso assoluto per l'Italia, presenta il pensiero di Heisenberg in tutta la sua articolazione e completezza: le riflessioni filosofiche fondamentali, le originali considerazioni epistemologiche, il credo etico-religioso, la visione della realtà e le due memorie scientifiche nelle quali venne elaborata la meccanica delle matrici, che fissò la nascita della cosiddetta «seconda quantistica», determinando la crisi della fisica classica e delineando l'orizzonte di senso da cui è derivato il successivo principio di indeterminazione. Emerge un pensatore che ha fornito contributi essenziali sia alla storia del pensiero filosofico che a quello scientifico del Novecento, e che ha rappresentato un vero e proprio «punto di svolta» della cultura contemporanea. Un punto di svolta che ha condotto il «metodo» della scienza dal gretto riduzionismo dell'epoca classica a una sua più concreta elaborazione in senso storicistico e complesso. Werner Heisenberg (Würzburg, 1901-Monaco, 1976) si è laureato a Monaco, nel 1924, con Arnold Sommerfeld. Nel 1925 si è trasferito a Gottinga, come assistente di Max Born. Risale a questo periodo la sua formulazione matematica della meccanica quantistica, la meccanica matriciale. Durante un soggiorno presso l'Istituto di Fisica teorica di Copenaghen diretto da Niels Bohr, Heisenberg enunciò, nella primavera del 1927, il principio di indeterminazione, che ha segnato la fine della concezione tradizionale della certezza scientifica e della casualità rigorosa. Nel 1932 ha ricevuto il Premio Nobel per la Fisica. Tra le sue opere pubblicate in Italia si ricordano: Fisica e filosofia (Milano, 1961), Mutamenti nelle basi della scienza (Torino, 1978), Oltre le frontiere della scienza (Roma, 1984), Indeterminazione e realtà (Napoli, 1991).

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