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La Teoria della Trama: Un quadro configurazionale per l'emergenza di geometria, probabilità e descrivibilità.

Isabella Rosponi

Published Jul 13, 2026• 0 citations
Publisher

Abstract

La relatività generale e la meccanica quantistica costituiscono oggi le due principali descrizioni della realtà fisica. Sebbene entrambe abbiano ricevuto un'ampia conferma sperimentale nei rispettivi domini di validità, la loro integrazione in un quadro teorico unitario rimane uno dei principali problemi aperti della fisica contemporanea. Il presente lavoro propone un differente punto di partenza. Invece di ricercare una nuova interazione fondamentale o una nuova struttura geometrica, si introduce l'ipotesi dell'esistenza di un Tessuto Fondamentale Non Localizzato, definito come la totalità delle configurazioni possibili della realtà. In questo quadro teorico, spazio, tempo, geometria, materia ed energia non costituiscono elementi primitivi della natura, ma rappresentano differenti livelli descrittivi attraverso i quali una medesima configurazione può essere formalizzata. La teoria introduce il concetto di Stato Configurazionale Fondamentale, all'interno del quale compatibilità, probabilità e descrivibilità vengono considerate componenti reciprocamente costitutive di un unico oggetto matematico. Viene infine proposto un primo formalismo preliminare nel quale tali concetti possono essere rappresentati attraverso uno stato configurazionale e un operatore definito sul dominio delle configurazioni possibili. L'obiettivo del presente lavoro non consiste nella formulazione definitiva della teoria, bensì nella costruzione di un quadro concettuale e matematico preliminare capace di orientarne il successivo sviluppo.

DOI
10.5281/zenodo.21345381

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Tempo, dimensionalità e informazione: una rilettura concettuale alla luce della Matematica Nuova

Giuseppe Antonio Marino

Questo lavoro propone una rilettura concettuale di due temi centrali della fisica quantistica contemporanea: l’origine della freccia del tempo nei sistemi aperti e la realizzazione sperimentale di stati quantistici ad alta dimensionalità. Pur essendo descritti con successo dal formalismo standard, tali fenomeni presentano ancora interrogativi interpretativi riguardo al ruolo dell’informazione, della non-località e dell’interazione con l’ambiente. L’obiettivo del lavoro non è introdurre nuovi risultati sperimentali né modificare le equazioni della teoria, bensì mostrare come tali aspetti possano essere interpretati in modo unitario all’interno di un quadro alternativo denominato Matematica Nuova, fondato sul primato delle configurazioni informative rispetto alle categorie classiche di tempo e spazio. In questa prospettiva, il tempo emerge come ordinamento delle configurazioni in base al loro grado di riconfigurazione, mentre la dimensionalità viene intesa in senso strutturale come misura dei gradi di libertà relazionali necessari a descrivere uno stato senza perdita di informazione. Ne deriva un’interpretazione unificata in cui irreversibilità, non-località e dimensionalità elevata non risultano fenomeni separati, ma manifestazioni complementari di una stessa architettura informativa globale.

•Jan 24, 2026•0 citations

Teoria della Lasagna: la geometria come selezione di un outcome di una superposizione quantistica

Isabella Rosponi

Questo lavoro propone un quadro concettuale in cui la geometria dello spazio-tempo non è assunta come struttura fondamentale, ma emerge come risultato della selezione di un singolo outcome da una superposizione quantistica di configurazioni geometriche possibili. Si assume che, in un sistema quantistico chiuso, esista un insieme continuo di configurazioni di spazio interno accessibili, ciascuna associata a una possibile geometria effettiva. Il collasso dello stato quantistico non viene interpretato come un semplice processo informazionale, ma come un evento fisico che seleziona una configurazione geometrica concreta, producendo un volume e una conseguente modifica del tessuto spazio-temporale. In questa prospettiva, la gravità non è trattata come una forza fondamentale, ma come un effetto emergente legato alla selezione geometrica e alla variazione della struttura spazio-temporale risultante. Il formalismo proposto non intende sostituire le teorie esistenti, ma fornire un’interpretazione coerente in cui superposizione quantistica, collasso e geometria siano descritti all’interno di un unico schema concettuale. La “Teoria della Lasagna” è presentata come un punto di vista esplorativo sui fondamenti della fisica, che mette in relazione geometria, probabilità quantistica e struttura dello spazio-tempo, evidenziando limiti, invarianti concettuali e possibili direzioni di sviluppo futuro.

•Jan 2, 2026•0 citations

QH - Geometria della Definizione - Teoria dell'Ipotenusa Quantizzata e della Descrizione Geometrica della Realtà

Claudio Pizzuti, Catherine Linda Pizzuti

Teoria della Definizione Osservativa e della ConoscenzaQH – Geometria della Definizione presenta un nuovo framework concettuale e matematico dedicato allo studio della definizione osservativa come componente fondamentale della descrizione scientifica. Piuttosto che introdurre una nuova interazione fisica o sostituire teorie consolidate come la Relatività Generale o la Meccanica Quantistica, QH affronta una domanda ancora più fondamentale: A quale livello di definizione un fenomeno dovrebbe essere osservato affinché la sua struttura emerga nel modo più significativo e comprensibile? Il framework introduce il concetto di Definizione Osservativa (H) come coordinata indipendente che rappresenta il livello di rappresentazione attraverso il quale una struttura viene osservata, descritta, confrontata e interpretata. A partire da questa idea, la monografia sviluppa progressivamente un'architettura teorica coerente che comprende: la Geometria della Definizione; il Triangolo Fondamentale; l'Algebra delle Scale Osservative; la Densità Geometrica; l'Entropia Geometrica; la Persistenza Multi-Scala; la Coerenza Geometrica; il Range Ottimale della Definizione; l'Inversione dei Regimi; il Principio di Osservazione Universale; il Principio della Definizione Relativa; e la Geometria della Conoscenza. La prima parte dell'opera introduce i fondamenti concettuali del framework, mentre la seconda ne sviluppa il formalismo matematico attraverso operatori, relazioni e grandezze che descrivono lo spazio delle definizioni osservative. La parte conclusiva mette in relazione QH con il più ampio programma di ricerca CP364, comprendente Triquantica, Trinamica, Cronodinamica, Trinamass, Predict, Hubble e GOST, mostrando come la Geometria della Definizione possa costituire un linguaggio osservativo comune, capace di collegare framework teorici, matematici e computazionali differenti. La Geometria della Definizione non si propone di descrivere direttamente la realtà fisica. Propone invece un linguaggio formale per descrivere il modo in cui la realtà viene osservata. In questa prospettiva, la conoscenza non viene interpretata come una semplice accumulazione di informazioni, ma come l'emergere di strutture persistenti e coerenti osservate alla definizione più appropriata e nel tempo osservativo più significativo. Questa monografia viene presentata come un contributo teorico indipendente e come fondamento concettuale per i futuri sviluppi del framework CP364, favorendo il dialogo tra matematica, fisica, teoria dell'informazione, scienze computazionali e scienza dell'osservazione. Nota La versione completa in lingua inglese di questa monografia è attualmente in preparazione e sarà pubblicata come opera separata con un proprio DOI, consentendo una citazione indipendente e una più ampia diffusione internazionale del framework QH.

•Jun 16, 2026•0 citations

La Teoria della Triade Armonica — La Realtà come Coerenza Selettiva

Mauro Mameli

Questo lavoro propone un quadro concettuale pre-geometrico nel quale la realtà emerge da strutture relazionali coerenti auto-sostenute, piuttosto che da particelle fondamentali o dallo spaziotempo considerato come entità primaria. L’ipotesi centrale è che la realtà non sia fondamentalmente probabilistica, ma selettiva: persistono le configurazioni capaci di mantenere una chiusura coerente senza autodistruggersi dinamicamente. Il quadro collega dinamiche di sincronizzazione, strutture triadiche, topologia, geometria emergente, risonanza e una reinterpretazione del collasso quantistico come processo di selezione della coerenza. Questo documento viene presentato come un’esplorazione concettuale ed euristica, offerta come possibile seme per futuri sviluppi matematici e fisici.

•May 20, 2026•0 citations

Meccanica quantistica in sistemi di riferimento non inerziali.

Massimo Viola

Il concetto di trasformazione tra sistemi di riferimento e racchiuso nell'idea di simmetria. Definiti, nel primo capitolo, i concetti di simmetria fisica e algebrica, si osserva come in meccanica quantistica ogni simmetria algebrica possa essere estesa ad una simmetria fisica. Usando alcuni risultati della teoria delle rappresentazioni, brevemente esposti nel secondo capitolo, verra affrontato l'argomento principale del lavoro di tesi: la ricerca di una descrizione quanto-meccanica della fisica in sistemi di riferimento non inerziali. Nel terzo capitolo si propone un'analisi della generalizzazione del gruppo delle rototraslazioni: un gruppo di dimensione infinita ad un parametro, chiamato gruppo lineare euclideo. Trovati i generatori del gruppo ad un parametro si costruiscono gli operatori unitari associati: essi, agendo sull'hamiltoniana, danno luogo a termini analoghi alle forze fittizie nell'equazione di Schroedinger. Viene infine proposta una discussione dei termini aggiuntivi che appaiono nell'hamiltoniana e della loro relazione con la presenza di un potenziale gravitazionale. Dall'analisi risulta che il prinipio di equivalenza, illustrato nell'introduzione, viene generalmente violato in meccanica quantistica.

•Jul 1, 2016•0 citations

L’ULTIMO ASSOLUTO DELLA RELATIVITÀ

Andrea Roselli

Si mostra come la celebre disputa tra Einstein e Bohr riguardi i concetti di realtà retrostanti le loro relative concezioni della realtà fisica; conseguentemente, viene suggerita una significativa connessione tra le teorie di Copenaghen e la relatività einsteiniana. Bohr considerava la descrizione della realtà offerta dalla meccanica quantistica completa; Einstein, al contrario (nonostante il contributo apportato alla sua nascita), continuava a cercare una teoria deterministica. Quando nel 1935 Einstein, Podolsky e Rosen pubblicarono il famoso EPR, Bohr replicò centrando l’attenzione sul ragionevole criterio di realtà proposto dagli autori, rimarcando l’inconsistenza concettuale dell’esistenza indipendente di un costitutivo “inconoscibile”. La fisica, attraverso la grande lezione epistemologica – come era solito dirne Niels Bohr – rappresentata dalla MQ, si trovava di fronte ad una capitale questione filosofica: che cosa è la realtà? Viene infine suggerita una giustapposizione della problematizzazione einsteiniana del concetto di simultaneità e del carattere reciproco delle misurazioni quantomeccaniche esposto da Bohr, che suggerisce l’abbandono dell’ultimo grande assoluto: una realtà assoluta.

•Mar 10, 2014•0 citations
La relatività generale e la meccanica quantistica costituiscono oggi le due principali descrizioni della realtà fisica. Sebbene entrambe abbiano ricevuto un'ampia conferma sperimentale nei rispettivi domini di validità, la loro integrazione in un quadro teorico unitario rimane uno dei principali problemi aperti della fisica contemporanea. Il presente lavoro propone un differente punto di partenza. Invece di ricercare una nuova interazione fondamentale o una nuova struttura geometrica, si introduce l'ipotesi dell'esistenza di un Tessuto Fondamentale Non Localizzato, definito come la totalità delle configurazioni possibili della realtà. In questo quadro teorico, spazio, tempo, geometria, materia ed energia non costituiscono elementi primitivi della natura, ma rappresentano differenti livelli descrittivi attraverso i quali una medesima configurazione può essere formalizzata. La teoria introduce il concetto di Stato Configurazionale Fondamentale, all'interno del quale compatibilità, probabilità e descrivibilità vengono considerate componenti reciprocamente costitutive di un unico oggetto matematico. Viene infine proposto un primo formalismo preliminare nel quale tali concetti possono essere rappresentati attraverso uno stato configurazionale e un operatore definito sul dominio delle configurazioni possibili. L'obiettivo del presente lavoro non consiste nella formulazione definitiva della teoria, bensì nella costruzione di un quadro concettuale e matematico preliminare capace di orientarne il successivo sviluppo.
Questo lavoro propone una rilettura concettuale di due temi centrali della fisica quantistica contemporanea: l’origine della freccia del tempo nei sistemi aperti e la realizzazione sperimentale di stati quantistici ad alta dimensionalità. Pur essendo descritti con successo dal formalismo standard, tali fenomeni presentano ancora interrogativi interpretativi riguardo al ruolo dell’informazione, della non-località e dell’interazione con l’ambiente. L’obiettivo del lavoro non è introdurre nuovi risultati sperimentali né modificare le equazioni della teoria, bensì mostrare come tali aspetti possano essere interpretati in modo unitario all’interno di un quadro alternativo denominato Matematica Nuova, fondato sul primato delle configurazioni informative rispetto alle categorie classiche di tempo e spazio. In questa prospettiva, il tempo emerge come ordinamento delle configurazioni in base al loro grado di riconfigurazione, mentre la dimensionalità viene intesa in senso strutturale come misura dei gradi di libertà relazionali necessari a descrivere uno stato senza perdita di informazione. Ne deriva un’interpretazione unificata in cui irreversibilità, non-località e dimensionalità elevata non risultano fenomeni separati, ma manifestazioni complementari di una stessa architettura informativa globale.
Questo lavoro propone un quadro concettuale in cui la geometria dello spazio-tempo non è assunta come struttura fondamentale, ma emerge come risultato della selezione di un singolo outcome da una superposizione quantistica di configurazioni geometriche possibili. Si assume che, in un sistema quantistico chiuso, esista un insieme continuo di configurazioni di spazio interno accessibili, ciascuna associata a una possibile geometria effettiva. Il collasso dello stato quantistico non viene interpretato come un semplice processo informazionale, ma come un evento fisico che seleziona una configurazione geometrica concreta, producendo un volume e una conseguente modifica del tessuto spazio-temporale. In questa prospettiva, la gravità non è trattata come una forza fondamentale, ma come un effetto emergente legato alla selezione geometrica e alla variazione della struttura spazio-temporale risultante. Il formalismo proposto non intende sostituire le teorie esistenti, ma fornire un’interpretazione coerente in cui superposizione quantistica, collasso e geometria siano descritti all’interno di un unico schema concettuale. La “Teoria della Lasagna” è presentata come un punto di vista esplorativo sui fondamenti della fisica, che mette in relazione geometria, probabilità quantistica e struttura dello spazio-tempo, evidenziando limiti, invarianti concettuali e possibili direzioni di sviluppo futuro.
Teoria della Definizione Osservativa e della ConoscenzaQH – Geometria della Definizione presenta un nuovo framework concettuale e matematico dedicato allo studio della definizione osservativa come componente fondamentale della descrizione scientifica. Piuttosto che introdurre una nuova interazione fisica o sostituire teorie consolidate come la Relatività Generale o la Meccanica Quantistica, QH affronta una domanda ancora più fondamentale: A quale livello di definizione un fenomeno dovrebbe essere osservato affinché la sua struttura emerga nel modo più significativo e comprensibile? Il framework introduce il concetto di Definizione Osservativa (H) come coordinata indipendente che rappresenta il livello di rappresentazione attraverso il quale una struttura viene osservata, descritta, confrontata e interpretata. A partire da questa idea, la monografia sviluppa progressivamente un'architettura teorica coerente che comprende: la Geometria della Definizione; il Triangolo Fondamentale; l'Algebra delle Scale Osservative; la Densità Geometrica; l'Entropia Geometrica; la Persistenza Multi-Scala; la Coerenza Geometrica; il Range Ottimale della Definizione; l'Inversione dei Regimi; il Principio di Osservazione Universale; il Principio della Definizione Relativa; e la Geometria della Conoscenza. La prima parte dell'opera introduce i fondamenti concettuali del framework, mentre la seconda ne sviluppa il formalismo matematico attraverso operatori, relazioni e grandezze che descrivono lo spazio delle definizioni osservative. La parte conclusiva mette in relazione QH con il più ampio programma di ricerca CP364, comprendente Triquantica, Trinamica, Cronodinamica, Trinamass, Predict, Hubble e GOST, mostrando come la Geometria della Definizione possa costituire un linguaggio osservativo comune, capace di collegare framework teorici, matematici e computazionali differenti. La Geometria della Definizione non si propone di descrivere direttamente la realtà fisica. Propone invece un linguaggio formale per descrivere il modo in cui la realtà viene osservata. In questa prospettiva, la conoscenza non viene interpretata come una semplice accumulazione di informazioni, ma come l'emergere di strutture persistenti e coerenti osservate alla definizione più appropriata e nel tempo osservativo più significativo. Questa monografia viene presentata come un contributo teorico indipendente e come fondamento concettuale per i futuri sviluppi del framework CP364, favorendo il dialogo tra matematica, fisica, teoria dell'informazione, scienze computazionali e scienza dell'osservazione. Nota La versione completa in lingua inglese di questa monografia è attualmente in preparazione e sarà pubblicata come opera separata con un proprio DOI, consentendo una citazione indipendente e una più ampia diffusione internazionale del framework QH.
Questo lavoro propone un quadro concettuale pre-geometrico nel quale la realtà emerge da strutture relazionali coerenti auto-sostenute, piuttosto che da particelle fondamentali o dallo spaziotempo considerato come entità primaria. L’ipotesi centrale è che la realtà non sia fondamentalmente probabilistica, ma selettiva: persistono le configurazioni capaci di mantenere una chiusura coerente senza autodistruggersi dinamicamente. Il quadro collega dinamiche di sincronizzazione, strutture triadiche, topologia, geometria emergente, risonanza e una reinterpretazione del collasso quantistico come processo di selezione della coerenza. Questo documento viene presentato come un’esplorazione concettuale ed euristica, offerta come possibile seme per futuri sviluppi matematici e fisici.
Il concetto di trasformazione tra sistemi di riferimento e racchiuso nell'idea di simmetria. Definiti, nel primo capitolo, i concetti di simmetria fisica e algebrica, si osserva come in meccanica quantistica ogni simmetria algebrica possa essere estesa ad una simmetria fisica. Usando alcuni risultati della teoria delle rappresentazioni, brevemente esposti nel secondo capitolo, verra affrontato l'argomento principale del lavoro di tesi: la ricerca di una descrizione quanto-meccanica della fisica in sistemi di riferimento non inerziali. Nel terzo capitolo si propone un'analisi della generalizzazione del gruppo delle rototraslazioni: un gruppo di dimensione infinita ad un parametro, chiamato gruppo lineare euclideo. Trovati i generatori del gruppo ad un parametro si costruiscono gli operatori unitari associati: essi, agendo sull'hamiltoniana, danno luogo a termini analoghi alle forze fittizie nell'equazione di Schroedinger. Viene infine proposta una discussione dei termini aggiuntivi che appaiono nell'hamiltoniana e della loro relazione con la presenza di un potenziale gravitazionale. Dall'analisi risulta che il prinipio di equivalenza, illustrato nell'introduzione, viene generalmente violato in meccanica quantistica.
Si mostra come la celebre disputa tra Einstein e Bohr riguardi i concetti di realtà retrostanti le loro relative concezioni della realtà fisica; conseguentemente, viene suggerita una significativa connessione tra le teorie di Copenaghen e la relatività einsteiniana. Bohr considerava la descrizione della realtà offerta dalla meccanica quantistica completa; Einstein, al contrario (nonostante il contributo apportato alla sua nascita), continuava a cercare una teoria deterministica. Quando nel 1935 Einstein, Podolsky e Rosen pubblicarono il famoso EPR, Bohr replicò centrando l’attenzione sul ragionevole criterio di realtà proposto dagli autori, rimarcando l’inconsistenza concettuale dell’esistenza indipendente di un costitutivo “inconoscibile”. La fisica, attraverso la grande lezione epistemologica – come era solito dirne Niels Bohr – rappresentata dalla MQ, si trovava di fronte ad una capitale questione filosofica: che cosa è la realtà? Viene infine suggerita una giustapposizione della problematizzazione einsteiniana del concetto di simultaneità e del carattere reciproco delle misurazioni quantomeccaniche esposto da Bohr, che suggerisce l’abbandono dell’ultimo grande assoluto: una realtà assoluta.