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Il Nuovo Cimento

Una esperienza da lezione

R.F.

Published Dec 1, 1884• 0 citations
Publisher
DOI
10.1007/bf02737276

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Esperienza di interferenza di singolo elettrone con doppia fenditura e sensore ad alta risoluzione temporale.

Gabriele Balbi, Raffaele Berti, Alberto Costa +10 more

Un esperimento di alto valore didattico e concettuale è l'interferenza di singolo elettrone. A 30 anni dai primi esperimenti in questo campo oggi ci sono le condizioni per ripetere l'esperienza di interferenza (alla Young) da singolo elettrone, utilizzando un microscopio elettronico a trasmissione attrezzato con due fenditure nanometriche e con una matrice di sensori in tecnologia CMOS MAPS. La matrice è parte del chip APSEL4D progettato per la Collaborazione INFN Slim5. Il chip è costituito da 4k pixel, con risoluzione spaziale di 15 µ m e risoluzione temporale di 1 µ s, sensibili alla singola particella al minimo di ionizzazione.

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Valter Moretti

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L’ULTIMO ASSOLUTO DELLA RELATIVITÀ

Andrea Roselli

Si mostra come la celebre disputa tra Einstein e Bohr riguardi i concetti di realtà retrostanti le loro relative concezioni della realtà fisica; conseguentemente, viene suggerita una significativa connessione tra le teorie di Copenaghen e la relatività einsteiniana. Bohr considerava la descrizione della realtà offerta dalla meccanica quantistica completa; Einstein, al contrario (nonostante il contributo apportato alla sua nascita), continuava a cercare una teoria deterministica. Quando nel 1935 Einstein, Podolsky e Rosen pubblicarono il famoso EPR, Bohr replicò centrando l’attenzione sul ragionevole criterio di realtà proposto dagli autori, rimarcando l’inconsistenza concettuale dell’esistenza indipendente di un costitutivo “inconoscibile”. La fisica, attraverso la grande lezione epistemologica – come era solito dirne Niels Bohr – rappresentata dalla MQ, si trovava di fronte ad una capitale questione filosofica: che cosa è la realtà? Viene infine suggerita una giustapposizione della problematizzazione einsteiniana del concetto di simultaneità e del carattere reciproco delle misurazioni quantomeccaniche esposto da Bohr, che suggerisce l’abbandono dell’ultimo grande assoluto: una realtà assoluta.

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Una lezione particolare di Ettore Majorana

Salvatore Esposito

We give, for the first time, the critical complete text of a manuscript by Ettore Majorana, conserved in the same file of the lecture notes for his course on Theoretical Physics at the University of Naples. He probably refers to a seminar delivered in that University. Some passages reveal a physical interpretation of the Quantum Mechanics which anticipates of several years the Feynman approach in terms of path integrals, independently of the underlying mathematical formulation.

arXiv:physics/0512174•Dec 19, 2005•1 citation
Un esperimento di alto valore didattico e concettuale è l'interferenza di singolo elettrone. A 30 anni dai primi esperimenti in questo campo oggi ci sono le condizioni per ripetere l'esperienza di interferenza (alla Young) da singolo elettrone, utilizzando un microscopio elettronico a trasmissione attrezzato con due fenditure nanometriche e con una matrice di sensori in tecnologia CMOS MAPS. La matrice è parte del chip APSEL4D progettato per la Collaborazione INFN Slim5. Il chip è costituito da 4k pixel, con risoluzione spaziale di 15 µ m e risoluzione temporale di 1 µ s, sensibili alla singola particella al minimo di ionizzazione.
Si mostra come la celebre disputa tra Einstein e Bohr riguardi i concetti di realtà retrostanti le loro relative concezioni della realtà fisica; conseguentemente, viene suggerita una significativa connessione tra le teorie di Copenaghen e la relatività einsteiniana. Bohr considerava la descrizione della realtà offerta dalla meccanica quantistica completa; Einstein, al contrario (nonostante il contributo apportato alla sua nascita), continuava a cercare una teoria deterministica. Quando nel 1935 Einstein, Podolsky e Rosen pubblicarono il famoso EPR, Bohr replicò centrando l’attenzione sul ragionevole criterio di realtà proposto dagli autori, rimarcando l’inconsistenza concettuale dell’esistenza indipendente di un costitutivo “inconoscibile”. La fisica, attraverso la grande lezione epistemologica – come era solito dirne Niels Bohr – rappresentata dalla MQ, si trovava di fronte ad una capitale questione filosofica: che cosa è la realtà? Viene infine suggerita una giustapposizione della problematizzazione einsteiniana del concetto di simultaneità e del carattere reciproco delle misurazioni quantomeccaniche esposto da Bohr, che suggerisce l’abbandono dell’ultimo grande assoluto: una realtà assoluta.