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Costruire gli oggetti della fisica

Giulio Peruzzi

Published Jan 1, 2002• 0 citations
Publisher

Abstract

La discussione su che cosa sia un oggetto fisico è stata tradizionalmente affrontata in ambito filosofico, acquistando via via nuovi connotati con lo sviluppo della fisica moderna e, successivamente, della psicologia e delle neuroscienze. Solo utilizzando congiuntamente le acquisizioni provenienti da questi diversi settori del sapere, si può tentare oggi di dare risposte a domande del tipo: Il mondo è fatto di oggetti? Di cosa parliamo quando parliamo di oggetti? Da dove proviene la nostra consuetudine all’oggettuazione, e cioè ad analizzare ciò che ci circonda facendo leva sulla nozione di oggetto? Nell'articolo non si cercherà di rispondere direttamente a domande così generali, si cercherà invece, più limitatamente, di comprendere quale sia il punto di vista della fisica sulla questione degli oggetti attraverso un excursus che ha come filo conduttore una disamina dei metodi sperimentali utilizzati per “vedere” gli oggetti fisici alle diverse scale di grandezza. Dopo una breve rassegna delle macchine che ci fanno vedere gli oggetti fisici di diversa dimensione, si cercherà di capire che cosa sono oggi per i fisici le particelle, cioè quei particolari oggetti microfisici per descrivere i quali si usa una teoria, la meccanica quantistica, la cui modalità di oggettuazione è radicalmente diversa da quella utilizzata nell’ambito degli oggetti dell’esperienza quotidiana. Si passerà poi ad analizzare in che modo si realizza sperimentalmente la visione degli oggetti invisibili. A questo punto si potrà tentare di rispondere alla domanda: costruire gli oggetti della fisica implica una o molte modalità di oggettuazione? Infine, si tornerà su alcune delle questioni generali di carattere filosofico relative all’oggetto fisico.

DOI
10.1400/46651

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•Jan 1, 2013•0 citations
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Si può restare senza fiato di fronte alla maestosità delle Dolomiti anche senza doverle per forza scalare. Ci si può emozionare di fronte a un brano musicale senza essere Mozart. Allo stesso modo, è possibile avvicinarsi al mondo dei quanti anche senza essere dei fisici. Questo libro spiega come. La fisica quantistica è probabilmente la più profonda rivoluzione della scienza e del pensiero moderni. Frutto di uno sforzo corale permeato di umanità, ci ha costretto ad abbandonare solide certezze tanto da farsi rinnegare da alcuni tra coloro che l’avevano pensata. La quantistica ci ha permesso di superare i limiti della fisica classica nello spiegare l’infinitamente piccolo e ha schiuso una finestra su un panorama di conoscenze che dà brividi ed emozioni, conducendoci al cuore del mondo. Questo libro non ha la pretesa di trasformare lettrici e lettori in donne e uomini di scienza (fosse così facile!) ma permetterà di stupirsi e godere della meraviglia di una tra le più affascinanti conquiste dell’intelletto umano, attraverso cinque idee fondamentali che sono alla base della rivoluzione dei quanti: discontinuità, identità, futuro, indeterminazione, relazione. Cinque idee intrise di umanità, perché poche branche della fisica sono riuscite a coinvolgere tanti aspetti del nostro vivere in una delle costruzioni più geniali dell’intelletto. In cinque atti unici, alla portata di tutti e di tutte, scopriremo i capisaldi dell’architettura quantistica, che danno forma a tante applicazioni che hanno cambiato e cambieranno il mondo e miglioreranno l’ambiente, dal laser alla medicina, dai computer quantistici alle celle solari.
Questa è la narrazione di un caso iniziato almeno 30 anni prima dell'esito. Remota o nulla è la possibilità che la protagonista abbia avuto, ad un certo punto in questo spazio di tempo, un'idea di quali opportunità, scelte e desideri avrebbe avuto. Ciò che è certo è che ero consapevole di alcune parti del processo e ho partecipato ai risultati come strumento. Sapevo che esistevano premesse dell'Ontopsicologia che avrebbero spiegato ogni passaggio, ma in quel momento non avevo le risorse teoriche per descriverle. Nel 2020 ho iniziato la Laurea Triennale in Ontopsicologia. Al quarto anno di studio, come lavoro finale per la disciplina “Fisica, Informazione e Nesso Ontologico”, sono stato, insieme ai miei colleghi, sfidato a presentare una pratica spiegandola con la teoria appresa durante le lezioni. La storia che sto per raccontare mi è venuta in mente come un lampo, nel momento della provocazione, ma ho camminato per altre strade e mi sono persa in tutte fino a ritornare al punto di partenza e prendere quella che si presentava per prima. Con questo breve resoconto e il tentativo di spiegare concettualmente gli eventi, non copro l'intera teoria della Fisica. Ti racconto un'esperienza tra tutte quelle che tutti viviamo giorno per giorno, ma di cui sono riuscito a trattenere chiaramente alcuni fondamentali. È importante notare che non esistono passaggi mistici o magici, ma solo tecnici: sia in relazione al funzionamento dell'uomo che delle burocrazie. Né le risorse né la teoria si esauriscono qui, ma si apre un possibile modo di descrivere le esperienze della realtà spazio-temporale, nel linguaggio della fisica quantistica, con passaggi di causalità psichiche.
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